di C.A.
La spesa corrente che cresce sempre di più, le opere pubbliche ferme al palo da anni, la transazione all’Asit che non è andata giù a nessuno, un gruppo dirigente forse esagerato rispetto alle competenze e ai compiti da svolgere e poi aumenti su Imu, Tares e asili nido. Giovedì è stato approvato il bilancio di previsione del comune di Narni. L’opposizione – Tutti per Narni e Pdl – ha votato in blocco contro il documento contabile, con la sola astensione del consigliere Marcotulli
Critiche Un bilancio da 32 milioni di euro che si attesta sugli impegni di spesa dello scorso anno ma che deve fare a meno di 1,7 milioni di euro in meno arrivati dal governo centrale (solo 1 milione in meno dalla spending review dell’agosto 2012). Dall’opposizione – su tutti Sergio Bruschini, Enrico e Gianni Daniele – piovono critiche che l’assessore al ramo, Marco Mercuri, prova a smontare, spiegare e contestualizzare.
Parla l’assessore «Il prefetto si è complimentato per la tempestività con cui il bilancio è stato presentato – spiega Marco Mercuri, anche se il ritardo rispetto ai termini di legge c’è -. Siamo soddisfatti perché è stato un lavoro durissimo. Siamo riusciti a costruire un bilancio solido, la cui chiusura non ha comportato vendite di immobili né azioni straordinarie che avrebbero potuto alterare gli equilibri».
Obiettivi centrati Due, secondo l’assessore, i principali obiettivi centrati: «Abbiamo salvaguardato il sociale mantenendo i servizi e l’aiuto ai cittadini e, al tempo stesso, abbiamo voluto insistere sull’impronta culturale tramite l’università, mantenendo i grandi eventi che garantiscono lo sviluppo turistico». Sulle critiche dell’opposizione Mercuri è chiaro: «Ci sono gli emendamenti al bilancio, strumenti che non ti consentono di fare demagogia ma di intervenire sull’impianto. Ai consiglieri il bilancio è stato consegnato il 26 luglio. Come mai – chiede Mercuri – nessuno ha presentato nulla, limitandosi a commentare solo in sede di approvazione? Non è facile cambiare un impianto contabile così strutturato, ma se c’era la necessità si poteva comunque discutere e valutare».
Aumenti Agli occhi dell’assessore, anche gli aumenti di alcuni costi come la Tares, ad esempio, non sembrano così esagerati: «Se prendiamo ad esempio uno stabile di 110 metri quadrati con quattro persone, tocchiamo la cifra massima di 240 euro. Stando ai dati dello scorso anno, a Orvieto e Terni si paga il doppio».
Opposizione Ma le famiglie subiranno rincari e la qualità dei servizi rischia inevitabilmente di scendere. Tutti per Narni e Pdl sono fermi nel sostenere che questi ‘conti’ servono «solo a tirare avanti la baracca e, se è vero che non serviranno più alienazioni di castelli per far quadrare i conti, non c’è molto spazio per le opere pubbliche». Lavori che, oltre a muovere l’economia, servono a potenziare una struttura cittadina che proprio di questi interventi sembra avere bisogno.
