di Mauro Pacelli

Non c’è rimasto più niente. Nemmeno la cenere. Il calo della popolazione in città ed un disinteresse sempre più marcato da parte di tutti (amministrazione comunale in primis), hanno portato alla fine di quello che per decenni era stato uno dei grandi eventi cittadini.

Il passato Stare qui a ricordare cosa accadeva, per più di un mese, nel periodo del ‘Carnevale narnese’, fino agli anni ‘90, equivarrebbe a far venire un groppo in gola a chi ha superato gli ‘anta’. Ci limitiamo a buttare lo sguardo a tempi più recenti, agli inizi degli anni 2000, quando il Comune di Narni ancora impiegava delle risorse per mantenere in vita une serie di eventi che richiamavano centinaia di persone da fuori.

I fondi L’ultima edizione degna di nota risale al 2007, quando il comune allestì una grande tensostruttura in piazza Galeotto Marzio, dove vennero organizzati dei grandi pomeriggi di festa e anche dei veglioni. Da lì in poi il carnevale è stato preso in mano dall’associazione ‘Narni in centro’, con risultati mediocri, che sono andati di anno in anno peggiorando. Per carità, l’associazione fa quel che può: i soldi non ci sono e come si dice «senza lilleri, non si lallera». È anche vero, però, che il carnevale viene tutti gli anni e che quindi, crisi o non crisi, ci sarebbe tempo e modo per risparmiare qualche soldo da destinare al carnevale e metterlo da una parte per ritrovarselo quando viene questo periodo.

Il presente Basterebbero poche migliaia di euro a poter organizzare un programma dignitoso e in grado di divertire grandi e piccini. L’associazione ha la ‘colpa’ di concentrare tutti i suoi sforzi sulle luminarie natalizie, belle quanto si vuole, ma costose. Basterebbe affittare luci meno sfarzose, risparmiando così un po’ di euro da destinare al carnevale. Con qualche altro contributo pubblico si potrebbe poi pensare di ridare smalto a una manifestazione che meriterebbe maggiori attenzioni. Così, anche quest’anno, ‘Narni in centro’ ricorrerà alla solita festicciola, organizzata in piazza dei Priori o, in caso di maltempo, al Policentro Arca. Bambini in maschera, accompagnati dalle loro mamme, un pò di musica e niente di più.

Le frazioni A far vedere come si fa ci pensano per fortuna i cittadini che vivono nelle frazioni narnesi. A San Liberato, la Pro Loco organizza da molti anni gruppi mascherati, carri allegorici e feste per tutto il periodo carnevalesco, (compresi sabato, domenica e martedì prossimo); a Guadamello e San Vito, da un paio d’anni i giovani del posto, aiutati anche dagli anziani, costruiscono un grande carro allegorico con il quale fanno il giro dei paesi vicini. Tra oggi e martedi il carro, con sopra decine di bambini e ragazzi che cantano e ballano, si recherà ad Otricoli ed a Magliano Sabina, per partecipare alla sfilata dei carri. Il tema scelto quest’anno verrà svelato sabato pomeriggio. Insomma quando c’è la buona volontà c’è tutto e l’impegno della popolazione di queste frazioni lo dimostra. Il carnevale a Narni è stato fatto morire, mentre in periferia fioriscono le iniziative che attirano tanta gente ed ottengono successo. E’ questione di volontà, capacità e di spirito di iniziativa.

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