«Vanno fatte tutte le valutazioni per vedere se questo progetto, che oggi non è ricompreso, può entrare a far parte del piano di valorizzazione dei beni culturali». Così l’assessore Tommaso Bori in risposta a un’interrogazione presentata dal consigliere della Lega, Enrico Melasecche, sui programmi della giunta regionale in merito alla realizzazione del Museo delle armi a Terni.

Museo armi Terni Durante il question time di giovedì, Melasecche ha presentato un atto firmato anche da Donatella Tesei  (Lega) chiedendo a Bori: «Quando e come intende procedere per assegnare al Comune di Terni la somma di 3 milioni di euro, utilizzando il Fondo sviluppo e coesione acquisito dalla precedente amministrazione, e fissando un crono programma che consenta al comune di Terni di completare la struttura del Museo della regia fabbrica d’armi o Museo delle armi, in modo da chiudere un percorso trentennale rispetto ad un’incompiuta che costituisce ad oggi – ha sottolineato – un evidente spreco di danaro pubblico da evitare». Illustrando l’atto in aula il consigliere ha riepilogato anche la storia della Fabbrica d’armi ternana, «oggi Polo di mantenimento delle armi leggere». Lo stabilimento «fu costruito nel lontano 1875, circa dieci anni prima della realizzazione delle 
acciaierie, e custodisce una collezione di armi tra le più importanti d’Europa, la quale, secondo il desiderio coltivato in città da decenni, potrebbe costituire il nucleo espositivo di un nuovo centro museale della città».

Attrattività del polo Durante l’esposizione dell’atto, Melasecche ha sottolineato la strategicità della collocazione della struttura, ovvero «lungo il percorso che porta 500 mila 
turisti l’anno verso la Cascata delle Marmore e costituirebbe un’ulteriore attrazione ed una certezza dal punto di vista dell’equilibrio economico, con la creazione di vari posti di lavoro ed un introito certo dalla bigliettazione da destinare alla valorizzazione del sito e del percorso che si snoda lungo il Nera verso la Cascata». Secondo il consigliere della Lega, la realizzazione di quest’opera risponderebbe «all’obiettivo di incrementare l’offerta museale del territorio». Ha ricordato inoltre che «da assessore ho ritenuto di sottoporre alla giunta l’inserimento dell’opera fra gli obiettivi La realizzazione del Fondo sviluppo e coesione per l’utilizzo di circa 3 milioni di euro fra i 10 previsti per la valorizzazione dei beni culturali di tutta l’Umbria. Anche la Giunta comunale di Terni, l’8 marzo 2024, ha approvato un atto di 
indirizzo per ribadire il forte interesse dell’amministrazione sul tema Museo delle armi per giungere al progetto cantierabile ed alla gara d’appalto conclusiva».

La risposta Nella sua risposta l’assessore Bori ha spiegato che «ad oggi non sono stati ancora selezionati gli interventi da finanziare per la richiesta di slittamento fatta dalla precedente giunta. Sarà necessaria una procedura di attivazione da parte dall’attuale giunta e andrà aperto un bando per l’inserimento della varie progettualità. Per il Museo delle armi di Terni va valutato, come previsto dalla delibera della precedente amministrazione, se ci sono le condizioni. Tutti gli atti per la sua realizzazione di cui sto parlando sono stati decisi dai due firmatari dell’interrogazione quando erano nella giunta precedente. Nel frattempo – ha puntualizzato – c’è stata l’approvazione dell’accordo e la proposta avanzata a novembre 2024 che prevede lo slittamento semestrale delle fasi progettuali».

Replica Immediatamente dopo la risposta dell’assessore, nella replica, Melasecche si è detto «insoddisfatto». Successivamente, in una nota, ha scritto: «Nessun impegno concreto della giunta Proietti sul Museo delle armi di Terni, ennesimo progetto sostenuto negli anni passati dal centrodestra che rischia di naufragare per colpa 
dell’immobilismo e dell’incapacità della sinistra».

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