di Chia.Fa.
Otto opere che saranno restaurate e poi probabilmente esposte alla Rocca di Spoleto, sono state selezionate mercoledì mattina dalla direttrice dei musei Vaticani, Barbara Jatta. L’esperta ha visitato il deposito per beni culturali di Santo Chiodo (Spoleto) dove, in base a quanto riferito dal vescovo Renato Boccardo, sono ormai ospitate circa 2 mila pezzi provenienti dalle chiese e dai musei di Norcia, Preci, Castelluccio e Cascia. Qui è atteso lunedì 30 gennaio anche il ministro della Cultura, Dario Franceschini, che in base a quanto risulta dovrebbe recarsi a Norcia e poi al deposito di Spoleto.
Musei Vaticani restaurano otto opere terremotate In particolare le sette opere selezionate verrebbero trasferite già la prossima settimana in Vaticano dove saranno trasferite nei laboratori e sottoposte gratuitamente a tutti gli interventi di restauro del caso. Con la direttrice Jatta anche la soprintendente Marica Mercalli e monsignor Paolo Nicolini, delegato per i settori amministrativo-gestionali, che insieme ad alcuni esperti hanno partecipato e collaborato all’individuazione delle opere, tra cui il crocifisso della chiesa di Castelluccio. Alle sette scelte mercoledì mattina se ne aggiunge un’altra già presente in Vaticano, ossia il pinnacolo con la croce della basilica di San Benedetto, esposta nel presepe di piazza San Pietro durante le festività natalizie.
Poi mostra alla Rocca di Spoleto Al lavoro anche i restauratori dell’Istituto centrale di Roma e dell’Opificio delle pietre dure di Firenza che nel deposito di Spoleto stanno avviando un vero e proprio laboratorio per il recupero delle opere. I pezzi riportati all’antico splendore sia dai Musei Vaticani che dalle altre istituzioni ministeriale impegnate, saranno al centro di un mostra alla Rocca di Spoleto, dopodiché saranno riconsegnate alle comunità di appartenenza. «Vorrei ancora una volta ringraziare Papa Francesco e, insieme a lui, il presidente del Governatorato del Vaticano, il cardinale Giuseppe Bertello, che hanno autorizzato l’impegno dei Musei in questa grande opera». Impegno comunque che andrà ben aldilà dell’immediato restauro delle otto opere per la mostra alla Rocca Albornoziana perché c’è già un accordo con lo stesso monsignor Boccardo e la soprintendete Mercalli per il restauro del Cristo di Nicola d’Ulisse dell’abbazia di Sant’Eutizio ora esposto a Siena nella mostra La bellezza ferita.
