Il presidio a Perugia

Nel giorno dell’ennesimo grave incidente sul lavoro in Umbria, a Perugia e Terni sono stati particolarmente partecipati i presidi organizzati dai lavoratori dell’edilizia e della metalmeccanica sotto le prefetture delle due città. Nello stesso giorno, in Umbria come nel resto d’Italia si sono tenuti scioperi di due ore con punte, nella regione, di oltre l’80 per cento nelle grandi aziende e intorno al 60 per tutte le altre. La mobilitazione è stata proclamata da Cgil e Uil in risposta all’ultima strage consumatasi a Firenze.

Presidi «È il momento di passare dalle parole ai fatti – hanno detto i sindacati e i lavoratori intervenuti – perché non è più possibile uscire di casa per andare al lavoro e non essere sicuri di poter tornare a casa. Servono interventi per l’assunzione di più personale per i controlli, meno appalti a cascata e meno precarietà». Una delegazione di lavoratori è stata ricevuta sia a Perugia che a Terni dalla prefettura. A Perugia Armando Gradone si è detto disponibile a un lavoro di squadra per intervenire su una piaga preoccupante. A Terni i sindacati sono stati ricevuti dal capo di gabinetto, Luca Iervolino, che ha assicurato che la prefettura si farà portatrice delle istanze dei lavoratori al Governo.

VIDEO – IL PRESIDIO DI TERNI

Applicare le leggi «Oggi – ha detto il segretario regionale della Uil Maurizio Molinari – è una giornata molto importante, durante la quale l’Umbria ha fatto sentire la propria voce nel chiedere più salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Da un lato con i due presidi e dall’altro con la delegazione che ha partecipato alla manifestazione nazionale a Firenze». Per Alessio Panfili, segretario umbro della Fenea Uil, «le leggi ci sono. Il problema è che non vengono applicate in maniera capillare. C’è poi il problema del subappalto a cascata». Ricordando gli ultimi due infortuni avvenuti in Umbria Panfili ha ricordato che si è trattato in entrambi i casi di cadute dell’alto: «La questione sicurezza sul lavoro – ha detto – è quindi importante. È ora di prendere provvedimenti che vadano oltre le normative esistenti». «La situazione è complicata – ha aggiunto Elisabetta Casciarri, segretaria regionale della Fillea Cgil – perché il mondo dell’edilizia è estremamente complicato. La strage di Firenze è stata sentita ma la strage continua tutti i giorni».

Entrare nel merito Commentando i numeri pubblicati nelle ultime ore la segretaria regionale della Cgil, Maria Rita Paggio, ha ricordato che «l’Umbria è purtroppo capofila tra le regioni dove si rischia di più di morire di lavoro o di avere infortuni anche molto gravi. Abbiamo una piattaforma unitaria dalla fine dello scorso anno ma nessuno ci ha ancora convocato. Riteniamo che le parti datoriali e le istituzioni hanno l’obbligo morale e giuridico di convocarci e ragionare nel merito». Per Paggio occorrerebbe in qualche modo premiare le aziende che investono in sicurezza, anche con una sorta di «patente a punti». «Ci siamo stancati di denunciare, vogliamo entrare nel merito».

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