Un incidente lungo le strade dell'Umbria (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Se c’è un numero con il segno meno davanti in grado di essere un qualcosa di positivo per l’Umbria, è quello che riguarda il numero di incidenti, di morti e di feriti lungo le strade della regione. Martedì l’Istat ha pubblicato il report annuale con tutti i dati del fenomeno, una lunga lista di cifre e tabelle, riferite al 2014, alla fine delle quali emerge che nella regione non c’è mai stato, almeno dal 1980 a oggi, un numero così basso di morti, feriti e incidenti; un trend che, al di là di alcune oscillazioni, prosegue per fortuna almeno a partire dagli anni Duemila. A saltare all’occhio è subito la percentuale, un record a livello nazionale, che parla di un calo del numero di morti del 40,5 per cento dal 2010, quando erano 79, ai 47 del 2014, tragico risultato di 45 incidenti mortali nei quali sono rimaste ferite 34 persone. Risalendo con lo sguardo fino all’inizio delle serie storiche, si scopre come sulle strade dell’Umbria abbiano perso la vita, dal 1980 al 2014, 4.079 persone; come se fosse sparito un piccolo paese dei tanti che punteggiano le colline della regione.

I numeri In media 119 all’anno, 1.359 nell’ultimo quindicennio quando la media è stata di 90 ogni dodici mesi. Per capire il miglioramento, basti pensare che nel 2000 sulle strade umbre sono morti in 156 e nel 2006 in cento. Complessivamente, parlando degli incidenti, nel 2014 sono stati 2.258 contro i 2.412 dell’anno precedente, quando persero la vita in 61. L’anno scorso a morire sono stati perlopiù uomini (36) che guidavano il proprio mezzo (26); 13 invece sono stati i pedoni falciati (in tutto 262 gli investimenti), perlopiù soggetti deboli come gli anziani oltre i 65 anni, ben nove nel 2014, anno in cui i conducenti ultra 65enni rimasti vittime di incidenti sono stati sette. Nelle fasce d’età tra i 30 e i 59 anni invece sono stati registrati 12 decessi.

Incidenti Guardando al numero degli incidenti, negli ultimi 34 anni sono stati quasi 104 mila, in media 3.050 all’anno; nell’ultimo quindicennio invece si parla di quasi 50 mila scontri. Anche in questo caso il calo negli anni Duemila è stato sensibile: dieci anni fa infatti furono registrati 3.500 incidenti e oltre 2.900 nel 2010. Tornando a quanto successo un anno fa, in oltre la metà dei casi i sinistri sono stati tra due veicoli (1.290) mentre in 706 hanno coinvolto un solo mezzo. In maggioranza si tratta scontri frontali-laterali (674), frontali (168) e tamponamenti (465). Dalle tabelle dell’Istituto di statistica si nota anche come i tratti di strada col più alto numero di incidenti siano i rettilinei, sia di strade urbane (704 casi) che extraurbane (376); poi ci sono gli incroci (oltre 420 sinistri) e le curve (226). Quasi la metà di tutti gli scontri, ovvero 904, sono stati nei due capoluoghi dove hanno perso la vita 15 persone e altre 1.309, un terzo del totale regionale, sono rimaste ferite.

Feriti e mesi E proprio riguardo ai feriti, come accennato in apertura nel 2014 il numero è stato il più basso degli ultimi 34 anni: 3.296, cioè all’incirca nove per ogni giorno dell’anno. Ma dove avvengono maggiormente gli incidenti? E con quali conseguenze per conducenti, passeggeri e pedoni? Le strade urbane sono quelle dove si registra il maggior numero di casi: 20 morti, cioè quasi la metà del totale, duemila feriti e 1.474 sinistri. Quanto ai mesi, nel 2014 il numero più alto di morti è stato registrato ad agosto (9), seguito da maggio (7) e novembre (6). Parlando degli incidenti invece, si va da un minimo di 150 a un massimo di 219, mentre i feriti ogni mese sono stati in Umbria tra i 250 e i 300. Una regione dove c’è quasi un mezzo per ogni persona: 803 mila quelli che circolano sulle strade umbre, 21 mila dei quali immatricolati l’anno scorso.

Twitter @DanieleBovi