Settantanove morti ed oltre quattromila feriti: sono questi i dati piuttosto pesanti degli incidenti stradali avvenuti in Umbria nell’ultimo decennio. Dati che, seppure in diminuzione di oltre il trentadue per cento rispetto al decennio precedente, hanno indotto la Giunta regionale, su proposta dell’assessore Stefano Vinti, ad imboccare con decisione la strada di una nuova legge sulla prevenzione ed il miglioramento della sicurezza stradale e di costituire un gruppo di lavoro apposito. Secondo i dati forniti da Vinti questi 79 morti, oltre all’inquantificabile dolore, sono costati a livello regionale (distruzione di beni, oneri previdenziali e assistenziali, spese sanitarie sostenute dallo Stato e dalle famiglie, oneri per la prevenzione e il controllo, perdita di competitività delle imprese a causa dell’assenza dal lavoro del personale vittima di un incidente stradale e così via), 5,1 milioni di euro.
Le tutele In più, riferisce sempre l’assessore, i disabili permanenti gravi non godono ad esempio delle stesse tutele di quelli causati dagli incidenti sul lavoro. In questo quadro occorre quello che Vinti chiama come un «rafforzamento che, con gli attuali vincoli di bilancio che limitano fortemente la disponibilità di nuove risorse finanziarie, può essere conseguito unicamente attraverso il miglioramento dell’efficienza economica e sociale delle risorse impegnate sul fronte della sicurezza stradale; una migliore finalizzazione delle risorse che già oggi vengono impegnate nel comparto delle infrastrutture e dei trasporti stradali ma che possono essere più decisamente orientate verso la sicurezza stradale ed un più ampio coinvolgimento di soggetti pubblici e privati nel processo di miglioramento della sicurezza stradale, sollecitandone anche l’impegno economico e finanziario. L’obiettivo dovrà essere quello di creare le condizioni per arrivare ad una riduzione del 50% del numero di morti e feriti per incidenti stradali».
La proposta di legge La proposta di legge, secondo le indicazioni date dalla Giunta regionale, dovrebbe costituire un riferimento ed orientare l’azione delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini verso il miglioramento della sicurezza stradale; definire gli organi e gli strumenti attraverso i quali la Regione sviluppa la propria azione; costruire un contesto di regole e responsabilità tali da favorire un maggiore impegno e un più ampio coordinamento sui temi della sicurezza stradale; definire procedure di verifica e valutazione per assicurare coerenza tra le misure riguardanti la sicurezza stradale ed i principi, i criteri e gli indirizzi regionali in materia di miglioramento della sicurezza stradale. Per questo sarà necessario promuovere sistematicamente il miglioramento dell’efficienza economica e dell’efficacia sociale delle azioni a favore della sicurezza stradale e favorire l’apporto delle capacità progettuali, organizzative e realizzative di soggetti privati, delle rappresentanze sociali ed economiche e delle associazioni civili al processo di miglioramento della sicurezza stradale.
I principi Allo stato attuale, anche in relazione alle più recenti produzioni normative regionali in materia di sicurezza stradale, la proposta di legge potrebbe contenere principi, criteri, organi e strumenti dei quali la Regione si dota per migliorare la propria azione a favore della sicurezza stradale ed in particolare per l’assistenza alle famiglie delle vittime della strada con la costituzione di un apposito fondo eventualmente integrato con altre misure – sempre relative alla assistenza post-incidente ed all’attività di pianificazione, programmazione e regolamentazione anche per il miglioramento della efficacia della spesa per la sicurezza stradale che potrà essere alimentata dai proventi delle sanzioni previste dal codice della strada.

