«Preghiamo e affidiamo l’anima di Fidel Castro al Dio della pace e della fraternità. Allo stesso tempo affidiamo il popolo cubano all’intercessione di San Francesco che è nel loro cuore, nella loro anima, nella loro vita. Quest’isola negli anni è diventata come Assisi ponte di pace». E’ quanto rendono noto i frati del Sacro convento di Assisi attraverso un comunicato stampa, dopo avere appreso della morte del leader cubano.

La testimonianza «Ricordo quando Fidel Castro arrivò a Roma – scrive il direttore della sala stampa padre Enzo Fortunato – nel novembre del 1996, l’unico religioso che lo incontrò fu il nostro frate del Sacro Convento di Assisi padre Nicola Giandomenico, l’allora direttore della rivista San Francesco. Con grande commozione penso a quell’incontro e a quello che mi disse padre Nicola che aveva invitato il leader cubano ‘ad affrontare il futuro con il cuore’ e a rendersi protagonista di apertura e non di chiusura. Sono certo che anche quell’incontro sia stato un seme importante, tra i tanti messi in campo in questi anni per raggiungere la libertà e la fraternità».

 

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