«Ribadisco, una volta per tutte, che quando faccio riferimento all’Università degli Studi di Perugia, le azioni e i relativi progetti sono intesi in relazione all’Università in tutte le sue articolazioni territoriali». Il rettore Franco Moriconi, dopo le polemiche sollevate mercoledì dal presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli che, in una nota, lo aveva accusato di aver «dimenticato Terni» durante l’inaugurazione dell’anno accademico, risponde così. «Dispiace e soprattutto meraviglia che ancora oggi – aggiunge -, mentre stiamo attraversando una crisi di proporzioni così rilevanti, ci sia qualcuno che anziché cogliere lo sforzo e l’impegno concreto e programmatico per il rilancio dell’Università degli Studi di Perugia, in tutta la complessità delle sue componenti, giochi avventatamente e con poca cura dell’interesse collettivo sulle parole, in nome forse di una propria visibilità politica».
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LA RELAZIONE DEL RETTORE
Attenzione costante Nella nota il rettore rivendica poi una discontinuità rispetto al passato: «Diversamente da quanto risultato negli ultimi anni del governo precedente – dice -, oggi, nella concretezza delle scelte attuali così come nelle prospettive programmatiche di crescita, non ci sono né settori disciplinari, né aree di ricerca, né poli territoriali privilegiati rispetto ad altri». Ad ulteriore dimostrazione di attenzione Moriconi ricorda «la decisione di svolgere, per la prima volta, la cerimonia della consegna dei diplomi di laurea di Medicina nella sede di Terni, nonché la ripetuta presenza del rettore presso il Polo». Un’attenzione «concreta e simbolica insieme, per tale Polo scientifico didattico».
