di Daniele Bovi
Una buona notizia per il Trasimeno: le acque del lago e quelle dell’invaso di Montedoglio sono compatibili. A confermarlo a Umbria24 sono fonti della Regione e dell’Università di Perugia. All’ateneo infatti nella scorsa estate Palazzo Donini aveva commissionato uno studio – condotto dal Dipartimento di Chimica – volto ad accertare la compatibilità delle acque. Il tutto in vista di una «eventuale adduzione delle stesse – era scritto nell’accordo – per contribuire all’innalzamento del livello idrometrico del lago».
I risultati Secondo quanto appreso da Umbria24 non ci sono problemi di sorta per quanto riguarda il profilo chimico, mentre per quanto riguarda quello biologico ci sono degli ostacoli ma di sicuro non insormontabili. I problemi su quest’ultimo fronte riguardano in particolare la presenza di microrganismi, che hanno però ormai invaso buona parte dell’Europa, che mangiano le alghe; l’altra sottolineatura è quella relativa alla presenza, nell’invaso di Montedoglio, di larve di siluro, non presente al Trasimeno. Un problema che però potrebbe essere superato con degli sbarramenti ad hoc e altre accortezze. Insomma, un via libera sostanziale – e ora certificato – per quanto riguarda l’utilizzo delle acque.
Accordi La palla ora passa alla politica e alle istituzioni. Lo studio, sugli esiti del quale c’era grande curiosità, sarà la prossima settimana sul tavolo della giunta regionale, dove sarà presentato nel dettaglio. A quel punto bisognerà fare delle scelte. L’analisi era stata commissionata in vista di una «eventuale adduzione delle stesse – era scritto nell’accordo – per contribuire all’innalzamento del livello idrometrico del lago». Da più di 20 anni esiste un protocollo d’intesa sottoscritto da Umbria e Toscana per il riparto e la gestione delle acque di Montedoglio; documento – mai concretizzatosi fino in fondo – che prevede anche la possibilità di utilizzarne le acque a favore del lago, ma solo «previa verifica dell’idoneità qualitativa – era scritto nel documento – delle acque sfioranti». In ipotesi si prevede un “travaso” di 10-15 milioni di metri cubi all’anno, in grado di innalzare il livello di almeno10 centimetri all’anno.
O STUDIO: «TRASIMENO, UNA CATASTROFE ECOLOGICA»
Le altre necessità Una misura che produrrà dunque risultati consistenti solo nel corso degli anni e che – è ben ribadirlo – non può di sicuro essere considerata come la panacea di tutti i mali del Trasimeno. Giovedì a San Feliciano il lago era a -145 centimetri sotto lo zero idrometrico, livello molto basso per il periodo (per numeri simili bisogna tornare all’inizio degli anni Duemila) e decisamente preoccupante in vista dell’estate. L’altro punto certo è che il 17 febbraio tornerà in Umbria, e in particolare al lago, il commissario straordinario contro la siccità Nicola Dell’Acqua. Manutenzioni, dragaggi, interventi contro i chironomidi (meglio noti come moscerini), pulizia dei canali e dei fossi e ovviamente accordo con la Toscana per la gestione delle acque del Montedoglio saranno tra i temi più rilevanti. L’estate si avvicina.
