di Lucia Caruso
Si susseguono a questa sesta edizione del Festival Internazionale del Giornalismo le iniziative dedicate ai nuovi strumenti tecnologici che aumentano le possibilità e le modalità di fare informazione e di diffonderla nel modo più rapido e più capillare possibile. Ieri, 27 aprile, al Teatro Pavone, gli smartphone e i tablet sono stati al centro del dibattito che ha visto partecipi Luigi Contu, direttore dell’ANSA, Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, Paolo Ruffini, direttore di La7, Thomas Richter, head port. management di Samsung, e Claudia Vago, social media curator. Ad intervistarli il direttore de Linkiesta.it, Jacopo Tondelli, che ha tracciato il percorso per approfondire il legame che si crea tra mobilità, evoluzioni e prospettive del newsmaking, e giornalismo partecipativo.
Trasformazione Se da una parte si coglie un po’ di preoccuazione per gli addetti ai lavori, e una ancora poco consapevolezza di come si rapporteranno nuovi e vecchi media, dall’altra c’è invece la convinzione che questa rivoluzione nel mondo dell’informazione potrà dare ottimi frutti e il coinvolgimento dei cittadini a tutto questo può essere considerato solo un fatto estremamente positivo. “C’è in atto – ha spiegato Contu – una grande trasformazione, che non dobbiamo temere, ma saper gestire. Il mondo delle informazioni può solo arricchirsi con questa rivoluzione tecnologica. Se non ci fossero gli smartphone sarebbe impossibile continuare in questo mondo”.
Tim e giornalismo partecipativo Il punto di partenza per una riflessione è quello che ha sottolineato Marco Patuano, COO Telecom Italia: “La telefonia mobile nasce per gente che cammina”. Dunque il mobil journalism diventa il pretesto per dare spazio al giornalismo partecipativo. Così arriva l’intuizione del concorso organizzato da Tim, sponsor ufficiale del festival, che mira a rendere protagonisti i suoi utenti, dando loro la possibilità di diventare giornalisti. Come? Facile, catturando una notizia di cronaca, attualità o momenti di vita vissuta con un smartphone o con un tablet. E proprio foto e video, giunte da ogni dove, hanno partecipato al concorso Tim che ieri ha visto la premiazione dei suoi 6 vincitori (3 per i video e 3 per le fotografie). Per loro un montepremi di circa 9.500 euro da dividere e per il lavoro migliore la pubblicazione su una grande testata nazionale. E se per i cittadini muniti di smatphone questo è un modo per sentirsi partecipi del mondo dell’informazione per Tim è stata occasione per promuovere il suo impegno sulla cultura digitale.
“Il nostro nuovo smartphone – ha svelato Richter (Samsung) – avrà il più rapido processore al mondo, che prima veniva usato solo per i pc. È un mondo in rapida espansione. Tutti i mezzi che produciamo, tv compresa, saranno connessi tra di loro per aver un accesso diretto e immediato ai contenuti”. La rivoluzione digitale dunque continua, alla ricerca di maggiore rapidità, immediatezza e qualità.
Vecchi e nuovi media Una riflessione è rivolta anche alla piccola scatola nera che è entrata nelle case di tutto il mondo e che per ora sembra insostituibile.”I nuovi media stanno cambiando il modo in cui la tv viene vissuta – ha commentato Ruffini – ma non dimentichiamo che per approfondire uan notizia le persone guardano la tv che gli smartphone non possono ancora organizzare eventi grandi come quelli trasmessi dalla tv. Non penso che la tv generalista morirà – ha proseguito il direttore di LA7- perchè avrà comunque voglia di sentirsi parte di una moltitudine, di partecipare a eventi condivisi”. E a sostenere la sua tesi è stato Vago che ha sottolineato come “I nuovi media conviveranno con i vecchi ma questi ultimi non spariranno mai”.

