Sul caso del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, che è stato affidato a Francesco Lollobrigida, tra i ‘generali’ di Fratelli d’Italia e cognato della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, interviene direttamente Slow food per chiarire che «sovranità alimentare non è sinonimo di autarchia», bensì «un concetto ampio e complesso che sancisce l’importanza della connessione tra territori, comunità e cibo, e pone la questione dell’uso delle risorse in un’ottica di bene comune, in antitesi a un utilizzo scellerato per il profitto di alcuni», spiega la presidente dell’associazione, Barbara Nappini.
In linea di massima, però, per Nappini «sovranità alimentare è il diritto dei popoli a determinare le proprie politiche alimentari senza costrizioni esterne legate a interessi privati e specifici» dichiara Nappini, aggiungendo: «Si tratta di un concetto quanto mai attuale oggi, che ci riguarda tutti: non a caso da molti anni Slow Food si occupa di sovranità alimentare, supportando e promuovendo in tutto il mondo i sistemi locali del cibo, fortemente legati ai territori, basati sulle connessioni, sulle comunità, in grado di combattere lo spreco alimentare, di valorizzare la produzione di piccola e media scala e di proteggere la biodiversità. Sistemi di produzione a bassi input esterni e ad alto tasso di competenze, creatività e buone pratiche».
