di Daniele Bovi
Chiuderlo non si può, vendere le quote non è consigliabile ma al contempo il costo sopportato dal Comune per il minimetrò, all’incirca dieci milioni di euro all’anno, dovrà necessariamente scendere: «Nel 2015 – ha detto infatti giovedì l’assessore Francesco Calabrese durante la riunione della commissione sulla revisione della spesa dedicata proprio ai conti delle carrozze d’argento – non sarà possibile per il Comune mettere a bilancio quella cifra, salvo dover tagliare servizi e funzioni importanti». Questo perché «il 2015 si annuncia – ha continuato – molto peggio di quanto abbiamo vissuto nel luglio scorso». Poi, quella che lui stesso chiama «una provocazione: o si riducono i costi o asfaltiamo i binari e ci facciamo correre navette con autista». Tracciato questo quadro, che getta anche più di un’ombra a proposito di una possibile riduzione delle tasse, Calabrese manda un messaggio chiaro alla Regione: «Da parte di palazzo Donini – dice – serve un intervento importante», dove vicino all’aggettivo dovranno esserci almeno sei zeri.
Il messaggio Il messaggio lanciato non serve, assicura Calabrese, ad alzare la posta anche se «siamo sotto elezioni e – dice – bisognerà essere incalzanti, anche pubblicamente, perché complici altri sette milioni in meno di trasferimenti statali, non sappiamo se riusciremo a chiudere il bilancio 2015». Il problema è noto da tempo: complessivamente il Comune per i trasporti ottiene dalla Regione meno di quanto dovrebbe per gestire i trasporti. Ad oggi infatti, per quanto riguarda la gomma il Comune si vede girare quanto basta a coprire meno del 60% dei costi, mentre la media in altri Comuni è di oltre l’80%. Raggiungere questa percentuale significherebbe poter contare su 2 o 3 milioni in più che, su un totale di circa 5 spesi, avrebbero una grande importanza. Da non dimenticare poi che le carrozze d’argento non sono finanziate da palazzo Donini: «La Regione – osserva sul punto Calabrese – deve accorgersi che esiste questo servizio nel capoluogo».
PROCESSO MINIMETRO’, TUTTI ASSOLTI
I contratti «A Torino ad esempio – aggiunge il dirigente di palazzo dei Priori Leonardo Naldini – il Comune non paga integralmente il costo della metropolitana. Per quanto riguarda Perugia, tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo la situazione si dovrebbe sbloccare». Sulle casse del Comune l’incidenza del minimetrò per il 2014 sarà di circa 10 milioni di euro, dei quali 3,5 per i mutui e il resto per manutenzione e Iva al 10%. Per quanto riguarda manutenzione e gestione, due sono i contratti pesanti: il primo, da 3,8 milioni di euro, con Umbria mobilità che prevede la copertura dei costi per il personale, per le pulizie, le manutenzioni degli impianti fissi come ad esempio gli 11 ascensori o le 6 scale mobili; il secondo, da 1,5 milioni, con Leitner che assicura un servizio di pronto intervento e la manutenzione programmata.
I costi Altri 445 mila euro servono per la quota variabile legata ai materiali di consumo come funi (sostituite ogni 3 anni), gomme, meccanismi idraulici e così via. Con 173 mila euro invece si fa la manutenzione di viadotti e gallerie. Altri 100 mila euro servono per la vigilanza mentre con 173 mila Selex (gruppo Finmeccanica), si occupa delle macchine che regolano gli ingressi, le uscite e l’emissione di biglietti. Al conto poi vanno aggiunti i costi legati al cosiddetto «riallineamento»: in sostanza, in base al contratto di servizio Minimetrò ha diritto alla differenza tra gli introiti previsti e gli incassi reali relativi alla vendita di biglietti e abbonamenti. Nel nuovo Piano economico-finanziario 2014-2019 illustrato giovedì da Gianluca Fiorucci e Luca Patiti, rispettivamente responsabile amministrazione e finanza e responsabile servizi della società (che dal 2008 ha registrato 1,6 milioni di utile netto), rispetto al precedente piano sono state ridimensionata le previsioni di traffico e quindi anche i costi legati al «riallineamento», che nel 2014 ammontano per palazzo dei Priori a circa 1,1 milioni di euro.
Traffico Riguardo al traffico, il 2013 si è chiuso con meno di settemila «validazioni» (cioè passeggeri) al giorno, in calo rispetto al 2012 mentre per il 2013, secondo le previsioni, l’aumento dovrebbe stare fra il tre e il cinque per cento. Il tutto mentre il vecchio piano stimava oltre 10 mila passeggeri nel 2013. In quello nuovo i ricavi da traffico (comprensivi dei riallineamenti) dovrebbero crescere del 3% annuo tra 2014 e 2019 (da 3 a 3,5 milioni), un segno più «legato – è scritto nel documento – in prevalenza a scelte di mobilità di competenza dell’Amministrazione». In totale l’opera è costata 103 milioni, per il 60% coperti dai fondi ministeriali mentre per il resto sono serviti banche (20 milioni) e privati (24 milioni), che vengono ripagati ogni anno dal Comune che nel 2036 diventerà proprietario dell’opera.
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