«La trasmissione Report è un esempio importante di giornalismo d’inchiesta. La puntata dell’altra sera – tra l’altro con ascolti record – è stata anche una pagina giornalistica importante per il servizio pubblico radiotelevisivo». E’ quanto ha dichiarato Walter Verini, coordinatore del comitato della Commissione Antimafia per la tutela dei giornalisti minacciati e tesoriere nazionale del Pd, sulle intimidazioni ricevute dal conduttore di Report Sigfrido Ranucci, per l’ultima trasmissione andata in onda lunedì. «Una puntata storica», che ha fatto emergere dettagli sconcertanti che riguardano anche i giudici Falcone e Borsellino: da un lato i file scomparsi dal computer di Falcone all’indomani della strage, dall’altro l’agenda rossa sparita di Borsellino vista tra le mani del boss latitante Matteo Messina Denaro.
Il messaggio Oltre ad attacchi politici e accuse di varia natura il conduttore è stato raggiunto da minacce di morte. Una lettera è arrivata martedì pomeriggio in redazione, da Padova, da un finto mittente, Renato Nicoletti, via della Liberazione. In una busta chiusa c’era della polvere bianca presentata come antrace, poi risultata dalle analisi dello Spallanzani e dell’Istituto Zooprofilattico di Foggia polvere inerte. Nella lettera accuse di falsa informazione per potere e poltrone e l’invito a cercare meglio negli armadi, dove potevano esserci delle bombe. Sono intervenuti subito la Digos e i Vigili del fuoco, con i nuclei speciali per verificare eventuali radiazioni o elementi batteriologici.
Verini spiega come si sia trattato di una puntata storica «perché ha riannodato i fili di trame che richiedono ancora di essere portate alla luce, trame che hanno insanguinato il Paese e lavorato per cambiare il corso della democrazia. E che hanno visti protagonisti, tra l’altro, le mafie, la P2, ambienti estremistici neri. Trame sulle quali si attendono anche pronunciamenti definitivi della Giustizia. Ed è stata importante perché ha fornito nuovi squarci ed elementi su vicende torbide, sulle quali tutti dovrebbero avere interesse che si faccia luce. Gli attacchi di queste ore, venuti soprattutto da alcuni esponenti di destra, sono perciò inaccettabili. Mi auguro che questo lavoro di inchiesta continui, scavando nei misteri e nei depistaggi, offrendo naturalmente spazio a tutte le opinioni e critiche, consentendo non solo ai telespettatori di maturare opinioni, ma aiutando – con la libera informazione – il Paese a sanare ferite ancora aperte. Voglio infine esprimere solidarietà a Sigfrido Ranucci, per le minacce di morte ricevute dalla mafia e credo necessario che il Comitato per la tutela dei giornalisti minacciati, che coordino, possa su questo audirlo prima possibile».
