di Maurizio Troccoli
Le previsioni meteo indicano, progressivamente con maggiore precisione, un evento di freddo insolito paragonabile a pochi altri che negli anni si sono registrati in Umbria e che sono documentati di seguito. Nella foto (in alto ndr) è possibile osservare il fenomeno atteso paragonato a quelli più rilevanti degli ultimi 50 anni.
Grande freddo Per provare a capire meglio quale potrebbe essere la situazione del ‘grande freddo per l’Umbria’ si fa riferimento a quanto monitorato fino ad ora, sui modelli, da Umbriameteo: «Possiamo parlare di un evento epocale – spiega Massimiliano Squadroni che insieme a Fabio Pauselli lavora sull’attualità dell’andamento meteorologico – nel senso che – spiega – di eventi simili, ne abbiamo registrati relativamente pochi negli anni. Si può prevedere un freddo che, se durante le ore diurne può mantenersi generalmente intorno agli zero gradi, nelle ore serali e notturne, può raggiungere temperature che vanno dai meno 5 ai meno 15 gradi».
In Umbria Il periodo preso in esame è quello tra domenica e giovedì e, per comprendere verso quali valori siamo orientati, ovvero meno gelidi o più gelidi nella ‘forbice’ prevista, è necessario attendere almeno altre 12 ore. Tuttavia l’Umbria potrebbe presentare un quadro critico come molte altre zone del Centro-Nord Italia, mentre lungo il nostro Appennino si potrebbe assistere a «bufere di neve, particolarmente sul versante orientale».
Siamo pronti? Quello che tuttavia interroga è l’ipotesi di una ‘paralisi’ di servizi e attività importanti rispetto all’attivazione preventiva di tutte le procedure di intervento che, se compiute invece all’ultimo momento, potrebbero creare disagi. Tenuto lontano ogni allarmismo, va ricordato che l’Umbria, presenta diverse località piccole, soprattutto di montagna, che rischiano, in situazioni meteorologiche particolarmente rigide, di rimanere isolate. Potrebbero anche verificarsi gelate e interruzioni a tubature, distaccamenti di energia elettrica, difficoltà sulle comunicazioni e una serie di altre criticità già registrate in passato, come le insidie per il raggiungimento di alcune aree a causa dell’insufficienza di mezzi disponibili o i ritardi per l’allocazione del sale sulle strade maggiormente a rischio, in particolare nelle zone di campagna, se nevica. Si tenga tuttavia conto del fatto che le prime avversità meteo significative sono attese per lunedì mattina e venerdì potrebbe essere una data utile per organizzarsi, tenuto conto che di mezzo c’è il fine settimana.
La protezione civile «Non abbiamo nessuno nelle tende e le situazioni più vulnerabili dell’Umbria vedono persone alloggiate in strutture confortevoli come case e alberghi, pertanto non abbiamo condizioni particolarmente preoccupanti – dice a Umbria 24 Alfiero Moretti, protezione civile Umbria – nessuna situazione di impatto notevole ci viene segnalata da qui a 48 ore. Ricordo che i sindaci sono le autorità di protezione civile dei territori e sono avvisati delle previsioni meteo. Sappiamo che ci sarà un abbassamento delle temperature, non sappiamo perchè non è possibile ancora prevederlo, se ci sarà pioggia e quindi neve o ghiaccio. E’ chiaro che le previsioni ci stanno facendo entrare in attenzione». Alla domanda se è in programma un tavolo operativo risponde: «Siamo una organizzazione operativa e quindi monitoriamo la situazione istante per istante e se se ne determinano i presupposti interveniamo. Comunque stiamo allertando – aggiunge – e se scatta l’emergenza interveniamo. Quello che posso dire è che al momento non ho nessuna segnalazione di criticità».
Le previsioni Veniamo nello specifico a cosa dicono i meteorologi di Umbriameteo rispetto al fenomeno atteso. «Si sta prospettando – è quanto spiegano a Umbria24 -, per la prossima settimana, una intensa ondata di gelo e neve proveniente dalla Russia, che interesserà gran parte del continente europeo, temperature glaciali e molta neve saranno cronaca quotidiana dalle principali capitali europee. Anche l’Italia avrà la sua dose di freddo polare specie al centro-nord, un evento che necessita ancora di ulteriori aggiornamenti per definire in dettaglio la sua dinamica, ma sta di certo che anche nella nostra regione vivremo un inizio settimana (la prossima) particolarmente rigido, giorni di ghiaccio e la neve che scenderà fino alle zone di pianura».
Allerta Ferrovie Intanto Ferrovie italiane in una nota fa sapere che «a seguito al bollettino diramato dalla Protezione civile, che segnala un peggioramento delle condizioni meteorologiche con precipitazioni nevose e abbassamento delle temperature su gran parte dell’Italia» sono stati attivati i «’Piani neve e Gelo’. Al momento, è confermata la piena disponibilità di tutte le linee ferroviarie. I servizi commerciali potranno subire modifiche in base al peggioramento delle condizioni meteo. Sono quindi «presidiati con tecnici gli impianti nevralgici, con particolare attenzione ai nodi ferroviari urbani, predisposto il piano di lubrificazione dei cavi elettrici e di corse raschiaghiaccio, per mantenere in efficienza i sistemi di alimentazione elettrica dei treni, nelle stazioni, attivati sistemi di snevamento e riscaldamento degli scambi, approntati i mezzi spazzaneve per la pulizia dei binari nei punti nevralgici della rete, incrementata la presenza del personale ferroviario con turni articolati nelle 24 ore, per l’intero periodo dell’emergenza. Il personale sarà supportato anche dagli addetti delle ditte appaltatrici, attivati i Centri operativi regionali per il monitoraggio in tempo reale del traffico ferroviario in coordinamento con la Sala Operativa nazionale di Roma». Il piano «prevede il potenziamento dei servizi di assistenza ai clienti e, in caso di peggioramento delle condizioni meteo e di fenomeni di particolare intensità, la riprogrammazione dei servizi di trasporto con riduzione progressiva dei treni e cadenzamento orario, oltre a specifiche misure tecniche e organizzative per garantire la regolarità del servizio ripianificato. Inoltre, sono previste azioni per preservare l’efficienza di locomotori e automotrici e il regolare funzionamento dei sistemi di sicurezza, delle porte delle vetture, degli impianti di riscaldamento».
Scheda storica In attesa di ulteriori conferme dai modelli matematici – è lo studio realizzato grazie a Umbriameteo -, che ci consentiranno di definire le dinamiche e la fenomenologia attesa per la nostra penisola, vogliamo ricordare alcune delle più intense ondate di freddo e neve che hanno colpito l’Italia negli ultimi 50 anni, ognuna con delle similitudini con l’irruzione articosiberiana attesa per i prossimi giorni.
1971 La prima nevicata da ricordare è senz’altro quella dell’inizio marzo 1971. In questo caso le dinamiche sono quelle classiche delle ondate di freddo invernale, con anticiclone atlantico in posizione di blocco e nucleo di aria fredda di origine siberiana in discesa attraverso l’Europa nord orientale fin sull’Italia. Il raffreddamento durò alcuni giorni ma le più basse temperature, in quota, si raggiunsero nella giornata del 7 marzo, in Umbria si toccarono i -10°C/-12°C a circa 1500 metri di quota. Temperature ampiamente sottozero soprattutto sulle regioni centro settentrionali, nevicate a più riprese,
abbondanti inizialmente sulle regioni adriatiche e lungo l’Appennino poi anche sulle regioni tirreniche e al nord quando tra il 5 ed il 6 marzo transitò sull’Italia anche una perturbazione atlantica.
1985 Simile a quella che potrebbe colpire l’Italia nei prossimi giorni è la memorabile ondata di gelo e neve del gennaio 1985, prodotta da un imponente e violento riscaldamento in stratosfera con interessamento del Vortice polare. Nevicate abbondanti a più riprese tra il 5 ed il 13 gennaio, la nevicata più abbondante in Umbria si ricorda nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio, seguita dall’arrivo del più intenso nucleo di aria fredda, sulla nostra regione tra i -12°C ed i -14°C a 1500 metri di quota. Nei giorni successivi, grazie ai rasserenamenti, alle poche ore di sole, alla cessazione della ventilazione ed all’effetto albedo prodotto dalla tanta neve al suolo, si toccarono temperature glaciali in tutto il centro nord Italia. Tra i centri cittadini più importanti dell’Umbria si ricordano i -23°C toccati a Città di Castello (come a Firenze), ma in generale si registrarono diffusamente temperature tra i -10°C ed i -15°C.
1996 Altra intensa ondata di gelo sull’Italia e in questo caso l’Umbria fu tra le regioni più colpite, è quella verificatasi a fine dicembre 1996. Tutto iniziò con un’intensa perturbazione che, raggiunta l’Italia nella giornata di Natale, richiamo aria molto fredda di origine artica siberiana. Tra la serata di natale e la notte di S.Stefano su tutta la nostra regione la pioggia si trasformò rapidamente in neve con accumuli significativi soprattutto lungo l’Appennino, tra l’Eugubino-Gualdese e Colfiorito. In quota il nucleo d’aria più freddo transitò durante le prime ore del 26 dicembre, a 1500 metri di quota si raggiunsero valori compresi tra i -11°C e i -13°C. Le temperature più basse al suolo si raggiunsero durante la notte tra il 27 ed il 28 dicembre, grazie ai rasserenamenti ed alla cessazione dei venti, si registrarono temperature minime comprese tra i – 20°C della Valnerina, intorno ai -15° dell’Altotevere e -10°C in molte altre località dell’Umbria centro settentrionale. Tra il 28 ed il 29 dicembre poi, l’arrivo di una perturbazione mediterranea portò abbondanti nevicate da sovrascorrimento, si misurarono fino a 70 cm ad Orvieto e 50 centimetri di neve a Perugia, l’ondata di freddo per l’Umbria si chiuse a capodanno 1997.
2012 La più recente ondata di freddo e neve da ricordare è quella del gennaio 2012, la prima irruzione di aria fredda ci fu negli ultimissimi giorni di gennaio, ma la giornata con temperature più fredde a circa 1500 metri di quota fu quella del 5 febbraio con valori sull’Umbria tra i -9°C ed i -11°C. Non si raggiunsero al suolo temperature eccezionalmente basse, ma l’insistenza delle correnti gelide nord orientali produsse nevicate record lungo tutto l’Appennino, il manto nevoso raggiunse oltre 2 metri nell’Appennino gualdese.
