di MA.T.
In apertura della seduta odierna, il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una proposta di risoluzione sulla vicenda del gruppo Antonio Merloni, che chiede l’impegno del Governo ad attivare una sede di confronto nazionale e a garantire il rispetto il rispetto dell’Accordo di programma e la continuità degli ammortizzatori sociali. Il voto è stato preceduto da una comunicazione dell’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, che ha aggiornato l’aula.
Preoccupazione La risoluzione, elaborata dal consigliere Andrea Smacchi (Pd) e condivisa con integrazioni da tutti i capigruppo consiliari, esprime in primo luogo «forte preoccupazione» per le ripercussioni negative che il contenuto della sentenza del tribunale di Ancona si potrebbero determinare per la tenuta del tessuto economico e sociale di una parte consistente del territorio umbro. Occorre ricordare che con la sentenza si annulla la vendita della Antonio Merloni al gruppo Porcarelli, «Con la motivazione che l’operazione sarebbe stata chiusa a un prezzo cinque volte inferiore rispetto all’effettivo valore di mercato».
La richiesta al governo La risoluzione impegna quindi la giunta regionale a chiedere al governo, «insieme alla Regione Marche e alle rappresentanze dei lavoratori, l’attivazione di una sede di confronto al ministero delle Attività produttive, per individuare urgenti misure per scongiurare gli effetti della sentenza e per condividere un percorso di rilancio di un settore economico strategico». Si chiede infine che siano messe in campo tutte le iniziative tese a “garantire il rispetto del progetto e dei contenuti dell’accordo di programma, unitamente alla continuità degli ammortizzatori sociali per il complesso delle maestranze».
Modifiche a ordine del giorno La richiesta dell’informazione in aula sulle due vicende industriali, non prevista all’ordine del giorno della seduta, è stata formalizzata dal vicepresidente del Consiglio regionale Damiano Stufara, su sollecitazione di alcuni consiglieri.
L’analisi L’assessore regionale Riommi ripercorre le tappe della vicenda e da ragione ai lavoratori che domani manifesteranno davanti agli istituti di credito, sostenendo che «prima delle banche viene il diritto al lavoro». «La Merloni – spiega Riommi – è un’azienda chiusa rientrante nell’ambito della legge Marzano-Prodi, che disciplina il percorso con cui grandi gruppi nazionali debbono essere assistiti anche nella fase di chiusura delle attività. Percorso questo gestito dal commissariamento, che si è chiuso con un atto del Consiglio dei ministri a esito del quale gli ultimi asset produttivi, quelli più importanti, quelli che riguardano l’Umbria e le Marche, a cui afferivano circa mille lavoratori umbri e millequattrocento, millecinquecento delle Marche ancora in carico, sono stati trasferiti in virtù di quell’atto a un investitore, la Gp industries. Questa ha avanzato l’unica proposta in questa direzione a fronte di un corrispettivo per legge che non è solo di prezzo, ma è soprattutto e prioritariamente, di impegno a sviluppare un progetto imprenditoriale che riassorba una parte almeno significativa del bacino occupazionale che la vicenda aveva determinato in negativo. La legge prevede che sulla proposta finale si esprima il comitato dei creditori, che deve dare parere favorevole».
Le banche Sulla vicenda delle banche l’assessore la mette così: «Credo che avessero un’esposizione di 450 milioni di euro con Antonio Merloni. Il Consiglio dei ministri ha determinato la chiusura, provvedimento con il parere favorevole delle banche, e l’Assemblea dei creditori ha dato parere favorevole. Un giorno dopo le banche hanno impugnato quel provvedimento del Consiglio dei ministri presso il giudice amministrativo. Se viene annullato quel trasferimento, decade l’iniziativa Gp industries, che prevede l’obbligo garantito, con strumenti fideiussori come previsto dalla legge, di riassunzione di 700 lavoratori e decade in prospettiva anche l’impalcato, previsto dalla legge di quel tipo, di procedure degli stessi ammortizzatori sociali».
La proposta Secondo l’assessore c’è la possibilità che la decisione del tribunale non intacchi le attività e il lavoro. «Dalle notizie che stanno arrivando in questi minuti sembra che l’azienda e i commissari impugnino immediatamente il provvedimento, che quindi esistano i presupposti giuridici perché la sentenza di primo grado non sia immediatamente esecutiva e che quindi nell’immediato non si producano gli effetti che paventavo poc’anzi, se venisse confermata quella sentenza. A noi interessa che gli interessi legittimi e i diritti connessi alla chiusura della vicenda Antonio Merloni e alla ripartenza di quel territorio, nonché la tutela dovuta per legge di carattere ammortizzatori sociali delle migliaia di lavoratori coinvolti, non possano subire nocumento alcuno dalle vicende giudiziarie. Il Governo è chiamato immediatamente ad assumere tutti gli atti che servano a fare in modo che i percorsi giudiziari che riguardano le aziende sotto il profilo proprietario, finanziario e quant’altro, non danneggino la produzione, il patrimonio e i diritti. Nelle prossime ore, sia in Umbria che nelle Marche, unitariamente i lavoratori andranno a esporre le loro ragioni di fronte alle sedi di quegli istituti di credito. Hanno ragione i lavoratori quando dicono che in questo Paese gli interessi di quelle stesse banche che non hanno adeguatamente vigilato il credito quando c’era la vicenda Antonio Merloni, non possano essere più importanti degli interessi di chi là dentro lavora, produce e fa impresa. E di un territorio intero che da quello dipende anche la sua vita, il suo futuro, la sua prospettiva. C’è un ordine di priorità in questo Paese: prima di tutto viene il lavoro».
La Provincia di Perugia «Come vicepresidente della Provincia di Perugia e assessore alle politiche del lavoro, anche a nome del presidente Marco Vinicio Guasticchi e dei colleghi della giunta provinciale, non posso che esprimere profondo rammarico per la pubblicazione dell’ordinanza esecutiva a opera della seconda sezione civile del tribunale di Ancona, che di fatto ha annullato la cessione del complesso aziendale dell’Antonio Merloni alla J. P. Industries spa – Qs Group, accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di banche creditrici». Sono queste le considerazioni di Aviano Rossi, appresa la notizia della sentenza. «Nel rispetto del lavoro dei giudici – continua il vicepresidente – riscontriamo che ancora una volta per tutelare gli interessi di una cordata di banche, a pagare il prezzo più alto siano i lavoratori. Confidiamo nella presentazione di un ricorso al provvedimento e prendiamo atto delle prime dichiarazioni dello stesso titolare della J.P. Industries Giovanni Porcarelli di non voler fermare gli impianti e di continuare la produzione, perché una messa in libertà dei dipendenti ex Merloni riassunti determinerebbe una situazione di incertezza ed instabilità per i lavoratori e per le loro famiglie». «Non comprendiamo invece sino in fondo il pugno duro di quelle delle banche che, negli anni passati, hanno continuato a offrire credito a una realtà che manifestava segni di precarietà e oggi, davanti a una pur se labile prospettiva economica ed occupazionale, fanno il pugno duro, mortificando una realtà territoriale già martoriata dalle note vicende imprenditoriali. Peraltro così facendo, non solo si rischiano di vanificare gli sforzi compiuti per garantire un futuro lavorativo a centinaia di persone ed una prospettiva alle loro famiglie, ma si rischia di affossare una prospettiva economica per il nostro territorio, demandando a un tribunale decisioni di tutela dei più forti, per evidenziare in maniera inequivocabile l’incapacità del governo del paese di assumere seri provvedimenti di rilancio dell’economia e dell’occupazione». «Come Provincia di Perugia – conclude Rossi – ci dichiariamo disponibili a non far mancare il nostro impegno istituzionale, a fianco dei sindacati e dei lavoratori, perché ai diversi livelli governativi ci sia consapevolezza della gravità di questa vicenda, nonché un tempestivo intervento che possa ridare certezze ad un territorio che ne ha urgente bisogno».
