Il piano di esternalizzazione agita le acque del centrosinistra

di Daniele Bovi

Intorno al piano di esternalizzazione delle mense scolastiche elaborato dal Comune di Perugia non sono solo alcuni comitati mensa ad andare in fibrillazione. Nervosismo, niet, e richieste di chiarimenti spuntano anche tra i partiti  della maggioranza di centrosinistra, mentre l’assessore competente, Monia Ferranti, parlerà solo dopo il weekend. Lunedì infatti per il piano sarà una giornata importante: da una parte l’incontro tra sindacati e assessore, con all’ordine del giorno il piano di esternalizzazione e i problemi occupazionali che comporta, dall’altra il summit con i capigruppo di Pd e Prc, Mearini e Pampanelli, che hanno chiesto di incontrare l’assessore Ferranti per avere un quadro più completo del progetto pensato da palazzo dei Priori.

Pd e Prc chiedono di incontrare l’assessore Al centro delle preoccupazioni di Pampanelli e Mearini, al di là della necessità di avere un quadro economico più completo dell’operazione, le problematiche legate all’occupazione e ai paventati esuberi in caso di esternalizzazione: «Per quanto ci riguarda – dice a Umbria24.it Pampanelli – siamo rimasti all’unica riunione di maggioranza di molte settimane fa, quando ci erano stati prospetati altri incontri e numeri più precisi. Quello che mi preme sottolineare però è che devono essere garantiti i livelli occupazionali». In pratica quanto chiede anche il capogruppo democratico Mearini: «Abbiamo chiesto un incontro all’assessore – spiega – per avere un quadro più completo della situazione, perciò lunedì mattina faremo un passaggio con l’assessore per avere chiarimenti. E’ chiaro, comunque, che siamo preoccupati per i livelli occupazionali».

Il niet socialista Chi invece non aspetta per prendere posizione è il gruppo consiliare di Sinistra e Socialisti per Perugia, che con una nota a firma del capogruppo Mario Catrana dice «no all’esternalizzazione selvaggia dei servizi mensa». Catrana inoltre sottolinea come «l’impegno che la giunta si era preso era ben diverso. In pratica, erano state fatte rassicurazioni circa il mantenimento delle strutture in essere. E’ vero, come ha sostenuto l’assessore Ferranti, che la Finanziaria ha tolto risorse importanti, ma questo non deve essere utilizzato come alibi per stravolgere un sistema che ha dimostrato di funzionare, garantendo servizi di qualità all’utenza».

I dossier sui costi Secondo Catrana poi «la giunta punta a esternalizzare tutte le strutture esistenti», creando quindi un problema legato all’occupazione: «Una volta esternalizzati i servizi queste persone andranno a rimpolpare l’organico delle mense gestite direttamente dal Comune. Ma quali sarebbero, visto che la Giunta punta a esternalizzare tutte le strutture esistenti? Dove sarà effettivamente ricollocato quel personale?». Infine c’è il problema dei conti. Da una parte quelli fatti dal Comune, dall’altra quelli di alcuni comitati mensa che sostengono come la calcolatrice di palazzo dei Priori non abbia conteggiato voci pari a 3,5 milioni inerenti stipendi, utenze e altro ancora. La sintesi? Un completo ribaltamento di quanto sostenuto dall’Amministrazione: un pasto realizzato dal privato viene a costare di più di quello realizzato dal pubblico. «Come gruppo consiliare – conclude Catrana – chiediamo al più presto di aprire un confronto importante con le parti interessate, quindi anche genitori ed operatori, sulla base di analisi e dati certi, perché non vogliamo che l’esternalizzazione del servizio produca un costo maggiore della gestione diretta».