Bambini all'uscita di una scuola perugina

di Daniele Bovi

Affidamento al settore privato di alcune mense scolastiche del territorio e rimodulazione sostanziale delle fasce Isee. Sono queste le linee di indirizzo della giunta che domani l’assessore Ferranti discuterà con i capigruppo di maggioranza in una riunione convocata alle 18. Interventi che si rendono necessari per risolvere due problemi non di poco conto: la mannaia di Tremonti che si è abbattuta quest’estate sugli enti locali e le «criticità» evidenziate dai tecnici del Comune in un’accurata analisi a proposito del sistema delle mense scolastiche cittadine.

La mannaia di Tremonti Dopo i tagli di Tremonti insomma il Comune deve decidere, con un occhio ben attento ai conti, quali sono le priorità in termini di servizi e funzioni da erogare. Tra le decisioni prese quest’estate una punta a  «razionalizzare e omogeneizzare» le fasce Isee e le tariffe dei servizi a domanda individuale (come le mense appunto). A questo scopo i tecnici hanno elaborato alcune proposte che verranno discusse domani. Ad oggi per il servizio di mensa sono previste solo tre fasce: zero euro al mese per chi ha un Isee pari a zero, 20 euro per la fascia che va da uno a 4mila e 40 euro per la fascia oltre 4mila euro.

Le proposte sul tavolo La rimodulazione fatta dai tecnici di Palazzo dei Priori ha due scopi: garantire maggiore gettito e maggiore equità rispetto alla situazione attuale, con effetti sui cittadini ben più diversificati rispetto alle capacità di spesa. Le tariffe, a seconda del reddito, andranno da 88 a 336 euro, mentre l’Isee andrà da un minimo di 6.235,99 euro a un massimo 30.001 euro. Il tetto massimo, dunque, si abbassa di 12 mila euro secchi. La rimodulazione delle fasce non riguarderà ovviamente solo le mense ma anche gli altri servizi come trasporti e asili nido.

L’indagine svolta dai tecnici Sul tavolo della riunione di domani planerà anche un studio in cui viene simulata la rimodulazione su un campione di 674 utenti. Secondo i risultati 266 utenti avranno un beneficio economico (240 di questi con un Isee inferiore a 12 mila euro), 102 subiranno un lieve aumento, mentre per 242 utenti, con un Isee compreso tra 15.993,17 euro e 42.000,99 euro, ci saranno aumenti proporzionali. Sessantaquattro invece pagheranno la stessa identica retta che pagano oggi. In sostanza, 330 utenti pagheranno di meno oppure le stesse cifre di oggi, mentre per 342 scatteranno gli aumenti.

Clicca qui per leggere l’elenco delle mense gestite dal Comune e di quelle gestite da CopraMed

Le criticità Per quanto riguarda lo studio realizzato dal settore Servizi finanziari del Comune, esso mette in evidenza la sostanziale differenza che c’è tra gestione diretta delle mense da parte del Comune e gestione esternalizzata. Differenza che ammonta a 1,88 euro a pasto, ossia 1,2 milioni di euro all’anno in più. Secondo il report infatti un pasto realizzato dal Comune costa 5,96 euro contro i 4,08 del privato. All’anno Palazzo dei Priori serve 637.806 pasti contro i 126.668 gestiti dal privato.

Il capitolato Secondo il capitolato d’appalto tra Comune e CopraMed Srl (che a Perugia gestisce nove scuole) è il Comune a versare al gestore il costo unitario per pasto moltiplicato per il numero dei pasti effettivamente erogati. E vista la differenza di quasi due euro, esternalizzare in questo momento per il Comune fa rima con risparmiare. Il tutto, ovviamente, mantenendo lo stesso standard qualitativo garantito dal pubblico.

Il ruolo dei comitati dei genitori L’esternalizzazione, secondo le intenzioni di Palazzo dei Priori, riguarderebbe la preparazione dei pasti, il trasporto, la distribuzione e il supporto, mentre il fondamentale servizio di approvvigionamento rimarrebbe in capo ai comitati di mensa gestiti dai genitori. Un servizio fondamentale perché sono stati proprio i comitati, nel corso degli anni, a monitorare le prestazioni offerte, la qualità dei prodotti e dei pasti e l’efficacia e efficienza delle prestazioni. L’esternalizzazione inoltre è dovuta all’esigenza che il Comune ha di ampliare il servizio per rispondere a molte esigenze diverse, come ad esempio i pasti a domicilio per gli anziani.

Il percorso Allo scopo di adottare soluzioni il più possibile condivise, oltre al confronto di domani tra i capigruppo di maggioranza, sono previsti confronti con i sindacati, incontri di partecipazione e condivisione con operatori e utenti.

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