Al centro Massimo Piacenti di All Foods (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Sono già oltre 60 tra Asl, Comune e Nas dei carabinieri i controlli fatti sul sistema mense dopo che da circa due mesi il servizio è svolto dall’Ati guidato da All foods, che ogni giorno serve ai bambini delle scuole perugine circa 4 mila pasti. Il dato è emerso mercoledì mattina a palazzo dei Priori dove i rappresentanti dell’azienda insieme all’assessore Dramane Waguè hanno presentato il progetto di comunicazione «Cresciamo insieme». I controlli, secondo quanto riferito, sono tutti negativi. «Violazioni gravi – ha detto il dirigente del Comune Zampolini – non sono state registrate, al massimo qualche caso legato alla gradibilità del cibo». Il cuore del progetto «Cresciamo insieme» consiste in una serie di strumenti attraverso i quali i genitori possono comunicare disservizi o chiedere informazioni. A disposizione c’è un sito (www.cresciamoinsieme.net), già attivo e sul quale verranno caricate tutte le informazioni relative a fornitori, prodotti e non solo. «L’obiettivo – è scritto nel progetto – è quello di arrivare entro la fine dell’anno alla carta di identità dei prodotti».

Cresciamo insieme Oltre che sul sito, segnalazioni potranno essere fatte anche attraverso Whatsapp (il numero è 366/5972976), alla mail genitori@cresciamoinsieme.net o al numero (attivo dal primo dicembre) 075/5057793, che sarà a disposizione 24 ore su 24 sette giorni su sette anche per richiedere delucidazioni e ottenere risposte. Da ultimo, i genitori potranno interagire attraverso la pagina Facebook apposita (Cresciamo Insieme Perugia), il profilo Twitter (@cresciamoinsiemepg) e il canale Youtube, fornendo anche un giudizio. Un progetto che nasce dall’idea di fare del pasto anche «un importante momento di socializzazione». «Perugia – ha detto l’ad di Alla Foods Massimo Piacenti – diventa così all’avanguardia nel panorama nazionale con un progetto tra i più avanzati in Italia. Le parole d’ordine sono trasparenza e partecipazione». Da parte di Piacenti è arrivato anche un appello: «Cerchiamo – ha detto – di costruire un clima positivo, anche perché se c’è allarmismo non si lavora in serenità; un clima sereno è parte integrante della qualità del servizio».

Mesi non semplici «Non sono stati due mesi semplici – ha aggiunto Marco Segoloni, responsabile dell’attuazione del contratto che ha anche presentato “Lorenzo il Grifetto”, mascotte per tutte le attività ludiche connesse al progetto – e anche per le operatrici non è facile lavorare con il fucile spianato. Alcune polemiche sono state giuste altre no. Ad esempio noi non abbiamo visto alcun pane ammuffito». Quanto allo yogurt invece, «ci può stare – spiega Piacenti – che un fornitore commetta un errore. Noi diciamo brave alle nostre dipendenti che hanno attivato una procedura di non conformità». Piacenti ha ribadito che quello di Perugia è un appello complesso, che il margine di guadagno «è scarsissimo e che «rispetto al passato, dato che svolgiamo qui il servizio da 4 anni con gli stessi dipendenti, l’unica cosa cambiata è che ad acquistare il cibo non sono i genitori». Con un risparmio, sostiene All Foods, di circa 400 mila euro all’anno.

Motivi aggiunti Sul fronte del ricorso al Tar presentato dalle associazioni dei genitori, martedì queste hanno depositato quello «per motivi aggiunti», con il quale «le associazioni hanno rilevato ulteriori motivi di illegittimità in merito all’operato del Comune. Agli svariati e numerosi vizi già denunciati (es. incompetenza per materia della Giunta), si aggiungono, tra gli altri, una dichiarazione integrativa dell’offerta, una dichiarazione generica circa un non meglio precisato contenzioso in atto con altra Stazione appaltante, di cui però il Comune non ha minimamente né motivatamente tenuto conto, e il fatto che il bando non sia mai stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana».

Il ricorso Secondo i genitori, che lamentano di non essere stati invitati alla conferenza stampa, si tratta quindi «di una partita tutta da giocare». «Nel frattempo – dicono – ai genitori vengono opposti limiti uno dopo l’altro e si cerca di ostacolarli nel controllare l’andamento del servizio, la qualità e le quantità delle derrate alimentari somministrate ai propri figli, impedendogli anche di verificare le grammature e il magazzino. Il Comune sta cercando sempre più di perseguire l’intento di scaricare i genitori sul gestore, al quale vorrebbe addirittura che venissero rivolte le segnalazioni: il controllato che diventa controllore e che dovrebbe autodenunciarsi per l’applicazione delle sanzioni. Una follia». Proprio sul ricorso l’assessore Dramane Waguè ha detto che «ognuno è libero di muoversi come vuole e di fare ciò che meglio crede. Su tutta questa vicenda ho una mia idea ma me la tengo. Quello che posso dire è che noi ci siamo sempre mossi nel rispetto della legge».

Twitter @DanieleBovi