Una mensa scolastica (foto archivio Fabrizi)

di M.T.

Il tempo prolungato dietro i banchi di scuola, con la pausa pranzo, non è soltanto un momento di ristoro per gli alunni, ma un indicatore del benessere sociale e della capacità dello Stato di garantire servizi essenziali. In Italia, il quadro complessivo resta preoccupante: il 53 per cento delle scuole primarie e dell’infanzia non dispone di una mensa, con divari profondi tra Nord e Sud. Nelle province meridionali, la situazione è drammatica: a Ragusa solo il 3 per cento degli istituti offre il servizio mensa, mentre a Catania e Napoli il 90 per cento dei bambini deve fare a meno di un pasto garantito a scuola. Al contrario, Prato, Firenze e Aosta vantano coperture tra l’87 e il 90 per cento.

I dati più recenti e certificati dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica, ripresi da Cittadinanzattiva, indicano che il 40,8 per cento degli edifici scolastici umbri è dotato di un locale mensa interno. Si tratta di una quota leggermente superiore alla media italiana, che si ferma attorno al 35 per cento, ma nettamente distante dai livelli raggiunti da regioni come la Toscana, dove la percentuale supera il 59 per cento. E soprattutto in coda all’area del Centro Italia dove solo il Lazio fa peggio. Il dato fotografa una carenza strutturale che incide direttamente sulla possibilità di estendere il tempo pieno e garantire un servizio uniforme su tutto il territorio regionale. L’Umbria continua a rappresentare uno dei modelli meno costosi di mense scolastiche, ovviamente con differenze all’interno della regione, ma anche con la consapevolezza che il servizio è progressivamente più costoso come più esigente. Sempre più le famiglie e i comitati mensa esercitano una partecipazione attiva che si traduce in controlli, vera complicità nelle scelte e negli acquisti, suggerimenti e segnalazioni di preoccupazioni e problematiche che vanno dalle porzioni e quantità del cibo a scuola, fino alla qualità della materia prima, prediligendo sempre di più quote consistenti (e costose) di biologico e modalità di cottura.

Sul fronte dei costi sostenuti dalle famiglie, l’Umbria si colloca al di sotto della media nazionale. Secondo l’ultima indagine di Cittadinanzattiva sulle tariffe della ristorazione scolastica, nell’anno scolastico 2024/2025 la spesa media mensile per la mensa nelle scuole dell’infanzia e primarie umbre è pari a circa 77 euro, contro una media italiana di circa 85 euro. All’interno della regione emergono differenze tra territori, con costi medi più contenuti a Perugia e valori più elevati nell’area ternana, ma nel complesso il peso economico del servizio risulta più leggero rispetto a quello sostenuto da molte famiglie di altre regioni.

Negli ultimi anni, una parte delle criticità strutturali è stata affrontata attraverso i finanziamenti del Pnrr. In Umbria sette comuni hanno ottenuto complessivamente 2,6 milioni di euro per la realizzazione di nuove mense scolastiche o per l’ampliamento e l’adeguamento di quelle esistenti. Gli interventi riguardano sia centri più grandi sia realtà minori e sono finalizzati soprattutto a rendere possibile l’attivazione o il rafforzamento del tempo pieno, in particolare nelle aree dove il servizio è assente o insufficiente. Si tratta di risorse mirate all’edilizia scolastica, che intervengono sul nodo principale evidenziato dai dati nazionali: la mancanza di spazi adeguati più ancora che l’organizzazione del servizio o la qualità dei pasti.

Nel complesso, il quadro umbro restituisce l’immagine di una regione che si colloca leggermente al di sopra della media nazionale per diffusione del servizio mensa, ma che continua a scontare un ritardo significativo rispetto alle regioni più attrezzate del Centro-Nord. Un divario che non riguarda solo l’offerta educativa, ma che ha ricadute dirette sull’organizzazione della vita familiare, sull’equità dell’accesso al tempo pieno e, più in generale, sulle politiche di contrasto alle disuguaglianze educative.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.