di D.B.
Le elezioni in programma in Toscana domenica e lunedì saranno guardate con molta attenzione anche in Umbria per diversi motivi, compreso quello della possibile realizzazione della nuova stazione dell’Alta velocità MedioEtruria. Del tema si è discusso giovedì in consiglio regionale dove Nilo Arcudi, l’ex assessore Enrico Melasecche (Lega) e Andrea Romizi (FI) hanno chiesto alla giunta se intende optare per Creti o Rigutino, quali sono le motivazioni tecniche che porterebbero ad abbandonare Creti (caldeggiata dall’ex giunta Tesei ma avversata dal presidente toscano Eugenio Giani) e se si intendono coinvolgere territori e mondo economico.
Confronto «A prescindere dalle mie note opinioni personali – ha risposto l’assessore Francesco De Rebotti, che mesi fa aveva optato per Creti – il tema sarà quello di un confronto con la Regione Toscana che ha una potestà importante dal punto di vista territoriale e autorizzativo. Il nostro sarà un ragionamento proficuo negli interessi dell’Umbria. Il mio primo atto, quando si insedierà il nuovo governo regionale toscano è attivare un confronto su questo tema e su altri». Quel che è certo è che senza il via libera della Toscana realisticamente nulla si può muovere a proposito della stazione per la quale, per ora, ci sono solo i soldi per la progettazione.
Quadro ampio De Rebotti ha aggiunto che la questione della stazione si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione interregionale sul trasporto ferroviario. «Oggi registriamo, in una fase in cui il governo regionale della Toscana si sta rinnovando, una incertezza rispetto all’obiettivo di quella regione», ha detto, aggiungendo che l’Umbria intende comunque mantenere aperto un dialogo costruttivo. «Attenderemo con pazienza l’esito delle elezioni regionali toscane e, quando sarà insediato il nuovo governo, il mio primo atto sarà attivare un confronto su questo tema e su altri».
Gli interessi dell’Umbria De Rebotti ha ricordato che la Toscana ha un ruolo determinante per competenze territoriali e autorizzative, ma ha assicurato che l’Umbria continuerà a difendere i propri interessi infrastrutturali. L’assessore ha poi citato esempi recenti di collaborazione con le regioni confinanti, come la nuova fermata del treno regionale veloce a Orte, frutto di un’intesa con il Lazio. Nella replica finale, Arcudi si è detto «totalmente insoddisfatto» della risposta dell’assessore, accusando la giunta di mancanza di chiarezza e di una strategia complessiva per le infrastrutture regionali. «Rispetto alle infrastrutture non abbiamo capito nulla di cosa intendete fare e dopo un anno dal vostro insediamento non si capisce quale strategia avete nell’interesse dell’Umbria».
Le scelte Dopo le elezioni umbre di fine 2024 Creti sembrava tornata in un cassetto ma mesi fa, in un’intervista, De Rebotti si era espresso a favore di Creti, considerandola la soluzione più vantaggiosa per l’Umbria, poiché consentirebbe un accesso più rapido all’Alta velocità, con la possibilità di usufruire fino a 14 coppie di treni Frecciarossa al giorno. Proietti, invece, in diverse occasioni ha fatto intendere di non essere convinta della soluzione individuata dal tavolo tecnico romano; opzione che peraltro non convince neanche il capoluogo di regione). Insomma, anche l’Umbria deve decidere che strada – anzi che binario – prendere.
