«A più di vent’anni dalla realizzazione della nuova sede del Corso di laurea in Medicina nei pressi dell’azienda ospedaliera di Terni, in via Cesare Mazzieri, una parte significativa del progetto originario resta ancora incompiuta». Lo mette in evidenza Giocondo Talamonti, presidente dell’associazione Terni città universitaria.

L’edificio – ricorda Talamonti – è stato realizzato nell’anno accademico 2004/2005 su un ampio terreno di proprietà della Provincia di Terni, in precedenza destinato alla coltivazione di orti da parte di cooperative sociali. Il progetto, firmato dall’architetto Mario Vagata, prevedeva una struttura moderna e funzionale: una torre semiellittica di cinque piani, collegata tramite un ponte sospeso al parcheggio dell’Azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ e da un’ampia scalinata al piazzale antistante. Ai lati della torre, due passaggi sopraelevati collegano l’edificio principale ad altre due strutture di due piani: l’Aulario e il complesso dei Laboratori, dotato anche di un ampio stabulario destinato alla ricerca scientifica. All’interno della torre trovano spazio una grande sala riunioni al piano terra, gli uffici amministrativi, dieci sale studio per gli studenti, la biblioteca e otto sale per le riunioni dei docenti, tutte dotate di impianti wireless.

Tutto ciò è stato realizzato e ha rappresentato un importante punto di riferimento per il corso di Medicina a Terni. La struttura è infatti frequentata dagli studenti anche fuori dall’orario delle lezioni, grazie alla disponibilità degli spazi, ed è strategica per la vicinanza all’ospedale ‘Santa Maria’. All’ultimo piano era però prevista l’aula magna, pensata come luogo di incontro e di rappresentanza per l’intero corso di laurea. Questa, tuttavia, è stata lasciata allo stato grezzo, in attesa dei finanziamenti necessari per il completamento e l’arredamento. A distanza di oltre vent’anni la situazione, purtroppo, non è cambiata: lo
spazio non è stato ancora ultimato e la struttura presenta oggi anche problemi di manutenzione, tra cui infiltrazioni d’acqua. Un progetto nato con grandi ambizioni e pensato per essere un punto di riferimento per la formazione e la ricerca continua quindi a restare, almeno in parte, incompiuto. «La struttura – incalza Talamonti – potrebbe rappresentare per Terni un importante spazio per la vita accademica, scientifica e convegnistica».

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