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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 12:17

Massoneria a Terni, sindaco e vescovo nella Casa del Grande Oriente: è polemica

In Umbria un iscritto al Goi ogni 358 adulti (Sole24Ore). Radio Maria: «Incompatibile con la Chiesa». Soddu: «Mia presenza fraintesa»

Attira l’attenzione dei media nazionali la partecipazione delle istituzioni ternane alla recente inaugurazione del nuovo ingresso alla Casa massonica della città dell’acciaio, che ha sede in via Roma. All’evento, come riportato nel sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia, col presidente Stefano Bisi hanno partecipato il sindaco Leonardo Latini, il prefetto Giovanni Bruno, il deputato Fi Raffaele Nevi, l’assessore comunale Giovanni Ceccotti e anche il vescovo Francesco Antonio Soddu. È in particolare quest’ultima, la presenza sulla quale si concentra oggi Il Fatto quotidiano che fa riferimento all’incompatibilità tra Massoneria e Chiesa. Secondo un’inchiesta del Sole24ore, proprio di questi giorni, il numero di logge massoniche in Umbria sarebbe piuttosto alto: si parla di un iscritto ogni 358 adulti. Tirato in ballo, il Francescano padre Soddu, risponde alle polemiche.

Vescovo di Terni tra i Massoni Il fatto che padre Soddu abbia partecipato alla cerimonia inaugurale della Casa dei massoni a Terni che vanta due templi al proprio interno, è stato insomma stigmatizzato alla luce di quanto, pochi mesi fa, ha ricordato anche Radio Maria pubblicando un articolo sul tema: «L’indifferentismo religioso dei massoni – si legge – è caratterizzato da una concezione di stampo deistico, incompatibile con la concezione cattolica. Ci sono circa seicento documenti, approvati dai Papi, che condannano la Massoneria, in qualunque forma. La Libera Muratoria nega in linea di principio il valore della verità rivelata rifiutando ogni fede nei dogmi insegnati dalla Chiesa». Secondo quanto riferito dalla Massoneria, il 27 settembre scorso, dopo la cerimonia inaugurale della viad’accesso alla Casa del Goi in salsa ternana, ha avuto luogo la visita ai locali e nei loro messaggi di saluto, le istituzioni presento avrebbero ringraziato per l’invito ed espresso l’auspicio che iniziative come questa possano alimentare il dialogo e il confronto tra realtá diverse sconfiggendo i pregiudizi.

Parla il vescovo Soddu Alla polemica sollevatasi così attorno all’evento, il vescovo Soddu ha inteso chiarire la propria posizione: «In merito all’apertura del nuovo ingresso della sede del Goi a Terni, desta stupore, sconcerto e amarezza la lettura strumentale, volutamente equivocata e fraintesa, della mia presenza». «La lettura dei fatti che non ha neanche tenuto conto dei contenuti di quanto il Vescovo ha detto – spiegano da piazza Duomo – travisa totalmente il senso della sua presenza che, non identificandosi con un pensiero differente dalla dottrina Cristiana, ha invece ha avuto l’unico scopo di testimoniare la fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, soprattutto in questo tempo del percorso Sinodale che la caratterizza».

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