Al centro Capanna nel corso dell'«occupazione» (foto U24)

I componenti del Comitato regionale per la comunicazioni venerdì hanno simbolicamente occupato, per due ore, l’ufficio del presidente del Consiglio regionale Eros Brega per denunciare «in maniera urbana e politicamente pulita», ha detto il presidente del Corecom Mario Capanna, la mancata soluzione del servizio di protocollo del Comitato da collegare funzionalmente a quello di Palazzo Cesaroni: una questione «posta senza esito da oltre due anni». La protesta è durata circa due ore (dalle 11.30 alle 13.30), durante le quali Capanna, il vice Matteo Fortunati e i componenti Oliviero Faramelli e Giuseppe Bolognini (assente «giustificata» Margherita Vagaggini) si sono confrontati con il segretario generale Francesco De Carolis. Si è arrivati alla fine ad una soluzione condivisa dalle parti e sottoscritta da una nota del segretario generale che si impegna a presentare entro il 31 luglio prossimo «una proposta operativa, risolutiva delle problematiche legate alle attività di protocollazione di tutti i documenti in entrata e in uscita dal Corecom».

Un Giano bifronte I motivi della protesta sono stati spiegati da Capanna nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato anche gli altri componenti. «Il Corecom – ha detto l’ex leader del Sessantotto – è una sorta di Giano Bifronte: è un organo funzionale dell’Agcom, e di consulenza della Regione Umbria, con una propria struttura amministrativa che, su disposizione dell’Ufficio di presidenza, deve essere assicurata dal Consiglio regionale. Il Comitato, soprattutto per ciò che riguarda il servizio di conciliazione per le controversie sulla comunicazione – ha aggiunto – ha una mole rilevante per ciò che riguarda il flusso di archivio e protocollo, mediamente il doppio di quello del Consiglio regionale. Abbiamo finora assicurato questo servizio in autonomia, con grande dispendio di risorse umane, economiche e, soprattutto, di tempo, tanto che corriamo sempre il rischio di non poter ottemperare alle istanze degli utenti nei perentori termini temporali imposti dalla normativa». Una protesta suffragata dal carico di lavoro del Comitato. Secondo quanto riferito da Capanna venerdì infatti il Corecom ha protocollato il doppio del materiale del Consiglio regionale: «Un lavoro erculeo».

I contributi per le tv «Ciò che chiediamo ormai da due anni, finora senza esito, è di collegarci al sistema digitalizzato di protocollo di Palazzo Cesaroni. Salutiamo quindi con grande soddisfazione – ha sottolineato Capanna – l’impegno sottoscritto dal segretario generale, e condiviso anche dal presidente Brega, che fissa modalità e tempi precisi per avviare a soluzione questa critica situazione». Nella «irrituale» seduta di venerdì mattina, ha detto infine Capanna «sono stati comunque adottati anche alcuni atti di rilievo: uno fra tutti l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei contributi ministeriali alle emittenti televisive umbre. Un atto già pronto da 45 giorni, ma bloccato a causa di alcuni problemi legati ad una emittente che hanno richiesto delle verifiche da parte della Guardia di finanza, arrivate poi quattro giorni fa. E’ stata inoltre ratificata una convenzione con l’Anci-Umbria che permetterà ai cittadini che risiedono in comuni decentrati di usufruire dei servizi di conciliazione in videoconferenza».

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