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sabato 8 maggio - Aggiornato alle 00:07

Mammografie e ricoveri urgenti giù del 25 per cento: ecco l’impatto del Covid negli ospedali

Analisi di Agenas e Sant’Anna: -30% ricoveri per infarto miocardico acuto e interventi per tumore alla mammella. Lega: «Ora ripartire»

La rianimazione di Terni-©Fabrizio Troccoli

di Chiara Fabrizi

Ricoveri urgenti e mammografie giù di oltre il 25 per cento, mentre i ricoveri ordinari programmati sono stati quasi dimezzati. Sono alcune delle riduzioni rilevate in Umbria durante la pandemia nell’ambito di un’analisi preliminare realizzata da Agenas con la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa sulle prestazioni effettuate dal sistema sanitario nazionale, sia in regime ospedaliero che in ambito specialistico ambulatoriale, nei primi mesi del 2020, quelli segnati dalla piena emergenza epidemiologica, e poi confrontate con quelle eseguite nello stesso periodo del 2019.

«Monitorare la capacità di tenuta» Lo scopo del focus è «monitorare la capacità di tenuta dei sistemi sanitari regionali nei primi mesi del 2020: davanti a uno ‘tsunami’ imprevedibile quale il Covid-19, i dati del primo semestre dello scorso anno dimostrano che anche realtà duramente colpite hanno tendenzialmente garantito ai propri cittadini l’erogazione di servizi essenziali, riducendo drasticamente quelli procrastinabili» ha detto Sabina Nuti, rettrice della della Sant’Anna, aggiungendo che «fondamentale sarà il monitoraggio del secondo semestre 2020 e l’azione di potenziamento del sistema sanitario regionale».

Area oncologica In particolare, per l’Umbria emerge che per l’area oncologica, prendendo in esame il periodo tra gennaio e settembre 2019, con gli stessi nove mesi dell’anno successivo, le mammografie sono scese da 40.389 a 29.589 (-26,7 per cento). Anche più elevata la flessione per gli interventi chirurgici per tumore alla mammella con classe di priorità A, ma in questo caso il periodo preso in esame è quello tra marzo e giugno: nel 2019 ne sono stati eseguiti 318, nel 2020 appena 225 (-29,5 per cento). Non subisce l’impatto dell’emergenza sanitaria, invece, l’intervento chirurgico per il tumore alla prostata con classe di priorità A, che anzi fa registrare un’operazione in più, passando dalle 96 del marzo-giugno 2019 alle 97 dello stesso periodo del 2020. Hanno fatto i conti con una tenuta più problematica, invece, i pazienti con un tumore al colon della medesima classe di priorità: in questo caso si è passato dai 112 interventi chirurgici del marzo-giugno 2019 ai 51 dello stesso periodo del 2020.

Infarti e Ictus In ambito cardio circolatorio, sempre prendendo in esame marzo-giugno, l’analisi evidenzia come i ricoveri per infarto miocardico acuto si siano ridotti del 30,9 per cento, passando dai 349 di quel trimestre del 2019 ai 241 del 2020. Soffrono meno la riorganizzazione imposta dalla pandemia, invece, i ricoveri per ictus ischemico che sono diminuiti del 10,4 per cento: tra marzo e giugno del 2019 erano stati 418, mentre nello stesso periodo dello scorso anno sono stati 431.

Ricoveri urgenti e programmati Dal report elaborato da Agenas e Sant’Anna, inoltre, emerge una flessione molto significativa dei ricoveri urgenti, passati da 21.025 tra marzo e giugno del 2019 ai 15.538 dello stesso periodo del 2020, con una flessione del 26,1 per cento. Il dato più pesante, però, è quello relativo ai ricoveri ordinari programmati, quasi dimezzati, perché passati, sempre tra marzo e giugno, da 14.666 del 2019 ai 7.628 del 2020. Non va meglio sul fronte dei ricoveri chirurgici programmati che nello stesso periodo in esame sono passati dai 10.163 del 2019 ai 4.954 del 2020.

Ambulatori Arretramento imponente anche per le prestazioni specialistiche ambulatoriali che nei primi tre trimestri del 2019 erano state 2.333.101, mentre nel 2020 ci si è fermati a 1.607.340.

Lega: «Ora ripartire» A intervenire nelle ultime ore per sollecitare la giunta regionale a «ripensare a una graduale riorganizzazione della rete ospedaliera, un ripristino dei servizi e il recupero delle liste di attesa» è stato il capogruppo della Lega Stefano Pastorelli, rilevando come «i posti letto nelle terapie intensive occupati da pazienti Covid sotto la soglia critica del 30 per cento, condizione che permetterà all’assessore Luca Coletto di considerare a breve la riorganizzazione dei presidi ospedalieri e di ripristinare servizi interrotti a causa della congestione dei nosocomi arrivando così a recuperare le liste di attesa». L’esponente del Carroccio, poi, ha evidenziato «il nuovo impulso della campagna vaccinale, che ha anche raggiunto la soglia delle 7 mila somministrazioni giornaliere, grazie al contributo fondamentale dei medici di medicina generale che con grande impegno hanno iniziato a vaccinare i pazienti».

@chilodice

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