martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 21:57

«Prof, è bellissima»: 1.181 giorni dopo il sisma la festa dei ragazzi nella nuova «Carducci-Purgotti»

A Perugia inaugurata la scuola demolita dopo il terremoto: «Esempio di collaborazione». Il 3 febbraio i 330 alunni nelle nuove classi.

La festa nella nuova scuola (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Trecentotrenta bambini e ragazzi probabilmente mai stati così contenti di entrare in classe. A 665 giorni dai primi ‘morsi’ delle ruspe alla vecchia struttura e a 1.181 da quando il terremoto l’ha irrimediabilmente lesionata, venerdì a Perugia è stato tagliato il nastro della nuova scuola «Carducci-Purgotti» di via Fonti Coperte, uno dei plessi più importanti della città. Lungo tutto questo arco di tempo ci sono state polemiche, scadenze fissate e non rispettate, ultimatum, assemblee, intoppi burocratici e tensioni ma anche, alla fine, un grande lavoro di squadra tra dirigenti scolastici, famiglie, professori e istituzioni. L’investimento complessivo, garantito dai fondi per la ricostruzione, è stato di oltre cinque milioni di euro e già dal 3 febbraio i ragazzi, finora ospitati in altre sedi, potranno rientrare in classe.

FOTO: LA NUOVA SCUOLA

«C’è anche l’acqua calda!» La vera festa, venerdì, è stata per loro. Tutti con la maglietta colorata dell’Istituto comprensivo 4 hanno cantato e poi, finito il momento istituzionale, sono corsi su e giù per la nuova scuola ridendo e facendo festa. A gruppi hanno cercato le proprie classi, conquistato i banchi, aperto gli agognati armadietti colorati neanche fossero i pacchi sotto l’albero di Natale («sono bellissimi!»), si sono goduti i bagni nuovi di zecca («prof, c’è anche l’acqua calda!») e la palestra dal pavimento blu; quando un bambino scopre, nella sua nuova classe, che quella parte nera di parete è in realtà la lavagna, con un mix di stupore e contentezza ci si schiaccia addosso come fosse un cancellino. «Ora c’è tutto – commenta con il disincanto degli anni un papà – manca solo la voglia di studiare».

VIDEO – LA PRIMA CORSA IN CLASSE DEI RAGAZZI

La scuola I lavori, dopo i tanti intoppi, sono partiti il 12 novembre 2018 e le aule sono 12; accanto a esse otto laboratori, due sale per le attività didattiche di sostegno, una grande terrazza con a terra un prato verde, un’aula multimediale, una per i professori e gli uffici. E poi ancora una biblioteca, la palestra con spogliatoi e le docce e così via; insomma, tutto nuovo, funzionale e, soprattutto, sicuro visto che l’edificio è di classe 4. I tre livelli (più un seminterrato) sono stati progettati tenendo conto non solo di tutte le normative ma anche delle misure per risparmio energetico, isolamento acustico, comfort e accessibilità. La scuola è dotata anche di videosorveglianza, riscaldamento a pavimento, una fontanella per l’acqua, aria condizionata e pannelli fotovoltaici, tutti sistemi che si possono gestire tramite computer o smartphone. A dare una mano a completare gli arredi, nei prossimi giorni, saranno i Club Lions.

VIDEO: LA DEMOLIZIONE

PERCHÉ LA SCUOLA È STATA DEMOLITA

La cerimonia Iva Rossi è la combattiva dirigente scolastica che per anni ha battagliato con genitori e prof affinché la scuola vedesse la luce: «È una giornata storica – ha detto – che arriva al termine di un percorso molto complesso». La lista dei presenti è lunghissima, così come quella dei ringraziamenti: dal sindaco Andrea Romizi alla presidente della Regione Donatella Tesei, dagli ex assessori Antonio Bartolini (Regione) e Dramane Waguè (Comune) alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Antonella Iunti, dal presidente dell’assemblea legislativa Marco Squarta fino ad assessori, tecnici delle due istituzioni e imprese che hanno realizzato la scuola e, ovviamente, il presidente del consiglio d’istituto Raffaele Goretti, anche lui molto attivo nel corso degli ultimi tre anni. Assente invece, causa ‘visita’ dei ladri nella notte, il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini che in un messaggio letto durante la cerimonia ha parlato di «giornata speciale perché è il simbolo di un duro percorso di ricostruzione».

CON LA RISTRUTTURAZIONE EDIFICIO MENO SICURO

Le istituzioni Da parte sua Romizi ha sottolineato che «quanto successo qui deve essere di esempio e di stimolo; un esempio di di buona amministrazione e di collaborazione tra istituzioni e cittadini». Il sindaco ha ricordato il piano «grazie al quale abbiamo trovato risorse per 30 nostre scuole sulle 110 totali; un’operazione epocale per offrire il meglio in termini di sicurezza». Come fatto da più parti, anche Iunti ha voluto rimarcare che si tratta di un «grandissimo risultato frutto del lavoro di tutti; è un elemento di rinascita per un’intera regione». Tesei ha ringraziato l’amministrazione regionale che l’ha preceduta per il lavoro fatto e ha spostato l’attenzione sulle zone terremotate: «Siamo di fronte a un percorso da seguire ed imitare – ha detto – che auspico da qui in avanti possa ripetersi in tutta l’Umbria, in particolare per quelle situazioni di forte disagio dove ci sono ragazzi fuori dalle loro scuole, situazioni a cui non sempre è possibile dare risposte efficaci e veloci come questa».

Tesei e Squarta La presidente ha infine messo l’accento sulla necessità di collaborare: «L’importante è che nessuno rimanga alla finestra a guardare ciò che fanno gli altri, magari alla ricerca del più piccolo difetto, perché un atteggiamento come questo non risolve nulla». Nel vecchio edificio ha fatto le scuole medie Squarta, che parla di «grandissima emozione» sottolineando poi «il grande l’impegno delle istituzioni per portare a termine il progetto in tempi rapidi. A dimostrazione che il gioco di squadra tra le istituzioni porta nella giusta direzione».

Twitter @DanieleBovi

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