di Mar. Ros.

Quei lavori non proprio impeccabili sul lungolago di Piediluco, finiti al centro di un’interrogazione griffata M5s, sono frutto di un passato piuttosto lungo e tortuoso. Lo dimostra la relazione fornita, dal responsabile unico del procedimento (Rup) l’ingegnere Marcello Boccio, alla prima commissione consiliare che, preso atto della ricostruzione storica, ha chiesto ulteriore documentazione per valutare i margini di un possibile intervento risolutivo.

M5s Terni Dalla presentazione dell’interrogazione 5 stelle, passando per il sopralluogo effettuato dal presidente Faliero Chiappini e dagli altri commissari, la questione del cantiere di Piediluco è arrivata sul tavolo della prima commissione venerdì mattina, con un documento che attesta le numerose difficoltà riscontrate nell’esecuzione dei lavori sulle rive del lago negli ultimi sei anni, con notevole avvicendamento di imprese all’opera.

Ministero dell’ambiente Risale infatti al 2010 il primo affidamento dei lavori a un’associazione temporanea di imprese di Cosenza che assunse l’onere di eseguire il primo stralcio di interventi previsti dal Ministero dell’ambiente per la riduzione del rischio idrogeologico. L’importo del finanziamento era di 1 milione e 280 mila euro (circa 820 per lavori e 460 per somme a disposizione). Un ricorso presentato da alcuni residenti provocò gravi ritardi dovuti alla sospensiva del Tribunale delle acque di Roma, fin quando il Comune non ha accettato nel 2012 l’istanza di recesso dal contratto presentata dalla stessa Ati.

Piediluco Il progetto fu allora revisionato e nel 2013, attraverso una nuova gara, i lavori furono affidati a un’impresa romana, con contratto di 365 giorni. Le procedure amministrative hanno richiesto tempi lunghi e la direzione dei lavori ha emesso svariati ordini di servizio per sollecitare l’intervento. Nel frattempo, secondo quanto riportato dl Rup, l’Ispra (ente che sorveglia sui lavori per conto del Ministero) ha presentato nel 2014 delle osservazioni al progetto, alle quali Palazzo Spada ha corrisposto le controdeduzioni. «È attualmente in corso – si legge nel documento – la procedura amministrativa di revoca parziale dei fondi per lavori definiti da Ispra non pertinenti».

Gli ordini di servizio A luglio 2014 l’impresa che si era aggiudicata i lavori, a seguito dell’affitto di un ramo d’azienda, ha ceduto l’appalto a un’ulteriore impresa, di Macerata che pare abbia mandato in cantiere tre diversi gruppi di lavoratori. Questa ha effettivamente iniziato i lavori con l’esecuzione delle palificate per la stabilizzazione del pendio ma intanto i tempi subivano estensioni esagerate e il direttore dei lavori, l’architetto Andrea Chiappini, ha redatto ben 14 ordini di servizio per affrettare, fino alla tentata risoluzione del contratto per grave inadempimento e ritardo. Per evitare la procedura, l’impresa maceratese ha accelerato l’intervento e dalla fotogallery è possibile ‘apprezzarne’ l’esito. La stessa procedura, a fronte di ulteriori ritardi accumulati, è stata riattivata nel gennaio scorso corredata da un ordine di rifacimento di alcuni lavori non eseguiti a regola d’arte. «Ai danni dell’impresa esecutrice – si legge ancora nella relazione del Rup – è già stata applicata una penale economica del 10% dell’importo contrattuale».

Lungolago Cronistoria insomma piuttosto complessa, e pensare che tali fatti riguardano solo il primo stralcio d’interventi: sul secondo stralcio, d’importo inferiore (442 mila euro circa), pende infatti un procedimento civile legato al ricorso di alcuni frontisti rispetto al primo. Per questo l’attuale dirigente competente, l’ingegner Renato Pierdonati, avrebbe disposto di attendere lo svolgimento della procedura legale prima di indire una nuova gara per l’affidamento. I commissari, di fronte alla ricostruzione dell’evento hanno lanciato la frecciata al Rup: «Sarebbe bene valutare i lavori in corso d’opera, non che ci si accorge dei problemi a seguito di interrogazione».

Comune di Terni «Frema restando l’importanza delle procedure legali – ha chiarito il presidente della prima commissione Chiappini – sarebbe opportuno ragionare sulla possibilità di intervenire sulle attuali problematicità riscontrate in cantiere e sui tempi necessari». Per questa ragione, lo stesso consigliere insieme all’esponente 5 stelle Patrizia Braghiroli e comunque a nome di tutti i commissari, ha chiesto a Boccio di fornire le specifiche: stato di avanzamento dei lavori, prospetto finanziario, computo metrico, pagamenti eseguiti e somme a disposizione, verifica dei collaudi, copia dei 14 ordini di servizio emessi e modalità di affidamento della direzione dei lavori. Il fine è quello di emettere probabilmente un ulteriore ordine di servizio o, come suggerisce Franco Todini del Cammello, pervenire all’effettiva risoluzione del contratto per gravi inadempienze. Da quanto emerso in commissione, l’impresa maceratese verserebbe peraltro in un una difficile situazione economica, secondo Todini non avrebbe dunque alcun interesse a intervenire nuovamente su Piediluco per riparare ai danni.

Twitter @martarosati28