Mons. Gualtiero Bassetti (Foto Umbria 24)

di MA.T.

«In questo anno 2012, il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto che si celebrasse l’Anno della Fede, in occasione del Cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, avvenuta l’11 ottobre 1962. L’Anno della Fede «sarà un’occasione propizia perché tutti i fedeli comprendano più profondamente che il fondamento della fede cristiana è ‘l’incontro con un avvenimento, con una Persona che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Porta fidei, 2011).

Il messaggio «Attuare questo incontro nella nostra vita o rinnovarlo vuol dire riscoprire la bellezza della fede cristiana. Per questo motivo abbiamo pensato di organizzare un pellegrinaggio in Terra Santa, nei luoghi che videro il passaggio di nostro Signore Gesù Cristo. Un ritorno alle sorgenti della fede… Un’occasione veramente unica per fare un’esperienza di fede comunitaria, nel ricordo del battesimo e della nostra professione di fede». E’ quanto scrivono l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti e Alberto Pasqualoni, preside della Sezione Umbria dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, nella lettera di invito a partecipare a questo significativo pellegrinaggio, in programma dal 3 al 10 novembre 2012, organizzato dallo stesso Ordine Equestre in collaborazione con l’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve e promosso con il patrocinio della Ceu.

Un volo speciale, dall’aeroporto “San Francesco” di Perugia al “Ben Gurion” di Tel Aviv, porterà 140 pellegrini umbri in Terra Santa, dei quali oltre due terzi hanno già aderito. Le iscrizioni sono aperte da alcuni giorni presso l’agenzia di viaggi diocesana perugina ‘Nova Itinera Fede, Cultura, Entusiasmo’ (tel. e fax 075.5001906; cell. 331.6659203 – 347.0848867 – 333.2941975; e-mail: novaitinera@sedipg.it) con sede in via Cortonese, adiacente alla chiesa parrocchiale di San Barnaba.

A guidare questo pellegrinaggio sulle orme di Gesù sarà l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, che esorta i fedeli a muoversi, a mettersi in cammino, a rompere la propria quotidianità e ad andare verso un luogo santo per cercare un Incontro, una Presenza e una Storia. Sarà un momento eccezionale di preghiera, gioia e contemplazione che permetterà di visitare e di meditare sui luoghi più importanti in cui Gesù ha vissuto: da Nazareth a Cana di Galilea, dal lago di Tiberiade a Cafarnao, da Gerico a Betlemme, da Qumran a Gerusalemme.

Il viaggio «Solitamente, quando ci si reca in Terra Santa – commenta il preside Alberto Pasqualoni –, si possono facilmente ascoltare almeno due affermazioni ricorrenti e un po’ abusate: che andare in Terra Santa significa compiere il più bel corso d’esercizi spirituali per un cristiano; e che, soprattutto, si va in quei luoghi per leggere quel ‘quinto vangelo’ costituito dalla terra, dalla storia e dall’archeologia. Affermazioni dense di significato e indubbiamente veritiere, ma che dimenticano di sottolineare un altro aspetto, forse, ancor più importante: andare in pellegrinaggio in Terra Santa rappresenta un’esperienza unica. Anche se fatto più volte nell’arco della vita, ripercorrere i passi di Gesù, pregare sulla Basilica del Santo Sepolcro o sostare sulla piscina di Betsaida, rimane sempre un’esperienza nuova che si rinnova ogni volta che la si vive. Un’esperienza che non può essere derubricata solamente ad una gita turistica, ma che presuppone una predisposizione dell’anima, una volontà di cercare e una disponibilità a mettersi in gioco spiritualmente»

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