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lunedì 1 marzo - Aggiornato alle 05:47

Vaccino, via i richiami: primi immunizzati negli ospedali. Pfizer, niente tagli per l’Umbria

Iniziato il giro delle ‘seconde dosi’. Finora effettuate oltre 13 mila somministrazioni Interattivo: vaccino in tempo reale

Ilenia Falletti viene vaccinata a Terni

di Iv. Por. e Mau.T.

Poche le dosi di vaccino anti-Covid somministrate domenica, appena 54 (28 sanitari e 26 ospiti di Rsa), ma ciò che è importante è che in Umbria sono partiti i “richiami”. Dalla dashboard ministeriale risulta che a 24 operatori sanitari vaccinati il 27 dicembre durante il ‘Vaccine day’ è stata già fatta la seconda dose. Ma lunedì mattina il secondo giro è partito in modo esteso nei quattro punti di vaccinazione in Umbria. Ancora pochi giorni, quindi, e nella nostra regione ci saranno i primi immunizzati contro il Coronavirus. Il secondo ‘giro’, oltre all’Umbria domenica è partito in Abruzzo (66 persone vaccinate), Campania (453), Friuli-Venezia Giulia (1), Lazio (108), Lombardia (486), Molise (30), Provincia di Bolzano (108), Piemonte (647), Puglia (33), Sardegna (325) e Sicilia (49). Il bilancio della campagna vaccinale alla mezzanotte di domenica dice che sono state 13.210 le dosi iniettate in Umbria, di cui 10.289 a personale sanitario e sociosanitario, 2.342 a ospiti delle Rsa (tra cui 647 ultra 90enni e 1.067 tra 80 e 89 anni) e 579 a personale non sanitario.

INTERATTIVO: VACCINAZIONI IN UMBRIA

Seconda dose Lunedì mattina dunque al Santa Maria d Terni, ad esempio, la responsabile dei team vaccinali, la professoressa Ilenia Folletti, ha coordinato i colleghi dell’equipe, tra cui l’infermiere Ercole Venturi, nella somministrazione della seconda dose. «Tutto prosegue secondo quanto stabilito dalle procedure fissate dalla Regione – dichiara Folletti –. Riscontriamo un’ottima adesione da parte del personale e una forte collaborazione tra tutto i team vaccinali». Il primo a sottoporsi al richiamo è stato il dottor Carlo Vernelli, infettivologo dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. Poi è stata la volta del dottor Paolo Trotti, medico di Medicina Generale della Usl Umbria 2, anche lui per la seconda dose del vaccino. «Ero desideroso di sottopormi al vaccino – ha spiegato il dottor Trotti – perché noi di Medicina Generale, come altri, siamo molto esposti sul territorio». Partito il secondo giro anche all’ospedale di Perugia: la prima a ricevere la seconda dose è stata la professoressa Daniela Francisci, direttore della struttura complessa di Malattie Invettive, e poi a seguire gli altri professionisti sanitari, compreso il primo team vaccinale diretto dalla dottoressa Tiziana Fiordi medico del lavoro. Tutti i sanitari vaccinati sono in ottime condizioni di salute e non si sono verificate reazioni avverse derivanti dalla somministrazione.

Perugia a gonfie vele L’avvio della fase dei richiami proseguirà nei prossimi giorni senza difficoltà ha sottolineato la dottoressa Simona Bianchi, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Perugia: «Grazie alla pianificazione regionale abbiamo conservato tra il 30 e il 40 per cento delle ultime dosi disponibili in modo da avere tutti i vaccini necessari al momento del bisogno e non allungare il periodo tra la prima somministrazione e il richiamo. Oggi, dopo aver somministrato le seconde dosi, abbiamo proseguito le vaccinazioni al personale sanitario e agli specializzandi contando in settimana di terminare i nostri dipendenti. Il bilancio è più che positivo – continua – circa 4 mila vaccinati nel nostro punto vaccinale a testimonianza del grande lavoro organizzativo svolto in sinergia con l’assessorato alla Salute, con la Direzione regionale e con la Usl Umbria 1 con la quale collaboriamo per le vaccinazioni del loro personale afferente ai Distretti del Perugino, dell’Assisano e del Lago Trasimeno. Un sentito ringraziamento ai 6 team vaccinali che stanno lavorando ininterrottamente dallo scorso 31 dicembre in maniera ottimale e in perfetta sinergia».

Niente tagli Intanto si apprende che solo l’Umbria e poche altre regioni non vengono colpite dalla riduzione delle dosi di vaccino che Pfizer-BioNTech ha deciso di tagliare. La comunicazione del taglio è stata resa ufficiale da una nota del commissario all’emergenza Arcuri che ha sottolineato come la decisione sia unilaterale e improvvisa dell’azienda, comunicata attraverso una nota ufficiale. Nella comunicazione l’impresa avrebbe spiegato anche che la redistribuzione ridotta, veniva effettuata con discrezionalità. Tradotto significa che, stando a quanto dichiarato dal Governo, quali e quanti vaccini riceverà ogni regione italiana da questa azienda l’ha stabilito unilateralmente Pfizer.

Approfondimento L’Umbria si trova fortunatamente, insieme ad Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise e Valle d’Aosta che non avranno variazioni nelle dosi di vaccino che si aspettano dal programma del Governo. Ci sono regioni che invece vengono tagliate nella fornitura fino a circa il 60%, è il caso del Trentino(da 11.700 dosi a 5.800), e a scendere fino al 50% per Friuli Venezia Giulia (da 12.600 a 7mila), Veneto (da 39mila a 22 mila), Emilia Romagna (da 45mila a 27 mila), Sardegna (Da 11700 a 7 mila) e Puglia del 38% (da 25 mila a 18.700 dosi). La Calabria ha una variazione del 38% in meno, la Toscana del 36%, la Lombardia del 25%, come il Lazio, mentre la Sicilia del 24% in meno. Piemonte -12 e Liguria e Campania -11%. Questo il quadro attuale. Non soltanto l’Italia è stata raggiunta dalle comunicazioni dell’azienda dovute ai nuovi obiettivi di produzione e al conseguente implementazione tecnologica delle produzioni. Il governo Italiano attraverso una comunicazione ufficiale all’azienda non ha escluso di ricorrere a iniziative di rivalsa.

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