Slot machines

di D.B.

Partirà giovedì prossimo il lavoro del gruppo, istituito dalla giunta regionale e composto da rappresentanti della Regione, dell’Anci, di Libera, dei due consorzi delle associazioni dei Consumatori, di Confcommercio e Confesercenti, che si occuperà di acquisire i dati relativi al gioco patologico e di elaborare un disegno di legge per contrastarlo. Un fenomeno che martedì, durante una conferenza stampa convocata per illustrare il lavoro che dovrà svolgere il gruppo e tenuta da dalla vicepresidente Carla Casciari e dall’assessore al Commercio Fabio Paparelli, «è sempre più dilagante. Il gioco compulsivo e quindi patologico – ha detto Casciari – è ormai una vera piaga sociale e sanitaria. Si tratta in pratica, di vera dipendenza ‘legale’ e senza uso di sostanze che, negli ultimi anni, ha visto anche in Umbria, un’espansione travolgente, trasversale a tutte le fasce d’età e condizioni socioeconomiche».

Il ddl In consiglio regionale ci sono già due disegni di legge depositati sull’argomento, mentre nell’atto che istituisce il gruppo ci sono già linee guida in vista del futuro disegno di legge: predisposizione di un piano formativo per gli operatori sanitari, sociali e scolastici, individuazione di misure di incentivazione nei confronti degli esercizi che non ospitano slot machines, con anche il conferimento di una sorta di marchio «slot free», nonché la stesura di una carta deontologica che orienti gli operatori dei mass media «a non trattare acriticamente e in forma seduttiva il gioco d’azzardo». Durante la conferenza stampa sono stati ricordati alcuni dei numeri che caratterizzano il fenomeno nella regione: 365 milioni di euro spesi nei primi sei mesi del 2013, il che significa due al giorno, il 47% di adulti che ha giocato almeno una volta e l’8% di questi che diventa «giocatore problematico».

Cresce il numero dei giocatori Quasi 1.500 invece gli esercizi commerciali che ospitano 5.463 new slot, mentre 92 son le sale videolottery (60 a Perugia e 32 a Terni). Al primo posto tra i giochi preferiti per gli umbri c’è il Gratta&Vinci, seguito da Lotto, scommesse sportive, gioco con le carte e infine, quelli online, che coinvolgono anche e soprattutto i minori. «Contemporaneamente alla maggiore offerta – ha aggiunto Casciari – cresce il numero dei giocatori compulsivi che si rivolge al Sert o agli sportelli attivati dalle associazioni. Un dato che contrasta con la forte promozione e incentivazione pubblicitaria dei giochi che, in alcuni casi, sono riconducibili integralmente nell’alveo dello Stato che ha creato un’organizzazione autonoma dei monopoli di stato (Aams) e con l’ampia offerta di proposte ad alto rischio, come le scommesse, i giochi di carte e da casinò e attraverso tutti gli strumenti informatici».

La crisi Chi sta sul campo, come il direttore del dipartimento dipendenze dell’Asl Foligno-Spoleto Sonia Biscontini, vede un collegamento tra l’aumento dei giocatori e la crisi economica: «Infatti è ormai certo che – ha spiegato -, con l’aumentare delle difficoltà economiche, per larghi strati della popolazione, aumenta regolarmente anche la quota di denaro che ogni anno viene affidata al gioco, con importanti ripercussioni finanziarie e sociali sugli stessi interessati e sulle loro famiglie». Il servizio avviato dall’Asl è stato il primo nella regione e i numeri registrati dal personale sono in costante crescita: cinque i pazienti arrivati nel 2010 e 2011, 26 nel 2012, 52 nel 2013 e cinque solo nel primo mese dell’anno. Dati che non significano solo e necessariamente la crescita del fenomeno, quanto anche della consapevolezza della patologia. Molto spesso, come riferiscono gli operatori, sono i familiari che vista ormai la gravità della situazione chiedono aiuto per il loro parente, di solito uomo, sopra i 40 anni e con un basso livello di scolarizzazione.

Divieto di pubblicità «La normativa nazionale – ha detto poi Paparelli – prevede per le attività commerciali il divieto di pubblicità, l’obbligo di esporre materiale informativo, il divieto di ingresso nelle sale gioco per i minori di diciotto anni e il rispetto delle distanze delle sale gioco dai cosiddetti luoghi sensibili. Arginare il fenomeno del gioco patologico è importante per il benessere della comunità e rappresenta un segno di civiltà che passa necessariamente da un maggiore coinvolgimento dei gestori delle attività commerciali. A tal fine nei bandi regionali verranno previsti incentivi per gli esercizi responsabili e che non ospitano slot machines».

Dottorini: giunta si esprima sui testi giacenti Uno dei due testi depositati in consiglio regionale porta la firma di Oliviero Dottorini, Idv, che così commenta l’iniziativa della giunta: «Pare – scrive – che l’esecutivo abbia una certa predisposizione a sovrapporsi, in ritardo, sui provvedimenti all’esame del Consiglio regionale. Apprezziamo ovviamente l’interessamento, seppur tardivo, sul tema della dipendenza da gioco d’azzardo, ma ci auguriamo che l’esecutivo regionale possa intervenire, anche attraverso un processo emendativo, sui testi già in discussione in commissione, contribuendo così a migliorarli senza perdere ulteriore tempo prezioso». «Non è importante moltiplicare i testi sul tavolo – aggiunge Dottorini – quanto arrivare al più presto ad approvare una legge per contrastare, prevenire e ridurre il rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa. Altrimenti l’annuncio dato oggi evidenzia solo un’ansia da prestazione e un goffo tentativo di recupero».

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