Lorenzo Barone è ben oltre la metà della sua traversata atlantica, la fase più isolata e complessa del Project Dust. Contrariamente a quanto scritto prima, quando l’abbiamo collocato a metà percorso della traversata in solitaria a remi, l’ultimo segnale Gps lo colloca oltre la metà. E proviamo a spiegare anche le ragioni di una accelerazione che l’esploratore sta avendo nel tragitto grazie alle sua abilità soprattutto e a condizioni al momento favorevoli, che gli permettono la costruzione di una traiettoria più retta possibile, riducendo la distanza rispetto a quella stimata che comprendeva, ovviamente, un arrotondamento a causa di consueti allungamenti.
Partito il 19 dicembre 2025 da Nouadhibou, in Mauritania, a bordo di una barca essenziale in compensato senza vela o motore, è diretto verso la Guyana per un totale stimato di circa 5 mila km che attualmente si calcola possano diventare 4.200 di traversata effettiva
Alle 11:25 Cet del 15 gennaio 2026, Barone si trova esattamente a 7.126458°N, -44.192891°W, nell’Atlantico equatoriale meridionale, circa 1.600 km a ovest delle Isole Capo Verde e ormai vicino alle coste brasiliane-guyanesi. Ha percorso 3.018 km in 27 giorni (media 112 km/giorno), completando il 72% di una distanza effettiva ridottasi a circa 4.000 km totali (non i 5.000 km stimati inizialmente, grazie a correnti favorevoli e traiettoria ottimale), con soli 929 km residui verso Cayenne.
La performance dei chilometri effettivamente percorsi e la media giornaliera lasiano dedurre 14-16 ore di voga attiva giornaliere a 5-7 km/h, amplificate dalle correnti equatoriali, superando la metà percorso di oltre 900 km; la velocità Gps di 4,01 km/h attuale riflette un’istantanea di riposo o bonaccia, non la media sostenuta. È il 20-40% più veloce delle traversate standard (70-100 km/giorno medi, 60-90 giorni totali per 5.000 km). Rematori oceanici coprono tipicamente 50-80 km/giorno iniziali calanti per fatica. Barone eccelle grazie a preparazione fisica e rotta efficiente, ha accorciato il totale effettivo da 5.000 km prudenziali (che comprende deviazioni e allungamenti di percorso dovuti a molti fattori in gioco durante la navigazione) a ~4.000 km reali. Per i 929 km restanti, stima 10-15 giorni (arrivo 25-30 gennaio 2026), o 20 se rallenta.
Previsioni indicano la zona Itcz con piogge torrenziali, venti deboli e possibili stalli remo; i rischi principali legati alle attuali condizioni sono innanzitutto l’affaticamento estremo dopo 27 giorni da solo, gestione dell’acqua via desalinizzatore e deriva correnti.
In questo tratto dell’oceano la navigazione è sicura anche rispetto alla distanza dalle rotte commerciali. C’è la prevalenza di venti alisei moderati da est-nord-est, onde tra i due e i tre metri e temperature elevate, spesso superiori ai 30 gradi, con un’umidità molto alta. Non risultano al momento tempeste tropicali organizzate o cicloni in formazione lungo la sua rotta, ma l’area è soggetta a improvvisi temporali convettivi, con rovesci intensi e raffiche improvvise che possono rendere la navigazione più complessa, soprattutto per un rematore solitario.
Barone dispone di un sistema di sicurezza satellitare che consente, in caso di emergenza, l’invio di un segnale di soccorso internazionale, ma la gestione del viaggio resta affidata soprattutto alla capacità di leggere il mare, modulare le fasi di remata e sfruttare le finestre meteo più favorevoli. L’autonomia fisica e mentale è parte integrante della spedizione.
L’attraversamento dell’oceano è solo una delle tappe del Project Dust, il viaggio ideato dall’esploratore di San Gemini per seguire idealmente il percorso delle polveri del Sahara. Prima il deserto africano, poi l’Atlantico a remi, quindi la foresta amazzonica e infine le Ande: quattro ecosistemi estremi, attraversati senza supporto esterno, in un progetto che unisce esplorazione, resistenza fisica e riflessione ambientale.
La fase attuale resta la più silenziosa e imprevedibile. Finché il segnale satellitare continuerà a muoversi verso ovest, il viaggio di Lorenzo Barone proseguirà, lontano dagli sguardi ma non dall’attenzione di chi lo segue da terra.
