L'ospedale di Perugia (foto archivio F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Partirà, almeno in parte, i primi giorni di ottobre il piano straordinario per l’abbattimento delle liste d’attesa voluto dalla giunta regionale. Presentato prima della pausa estiva, in questi giorni i direttori delle due aziende ospedaliere e delle due aziende sanitarie hanno chiuso i plichi e hanno inviato, come chiesto dalla Regione, i propri piani operativi a palazzo Donini. Lunedì prossimo l’esecutivo li analizzerà e poi dalla settimana successiva si entrerà nella fase operativa vera e propria. Il piano da un lato non tocca quello che funziona, cioè le emergenze per le quali i tempi vengono rispettati, e dall’altro vuole tagliare sostanzialmente i giorni d’attesa per le cosiddette «prestazioni programmate», ovvero quelle (ad esempio una colonscopia o una mammografia) giudicate non urgenti dal medico che le prescrive.

IL PIANO PUNTO PER PUNTO

Il piano In tutto sette-otto esami per i quali al momento l’attesa è biblica. Questi dovranno essere garantiti entro i sei mesi concessi dalla legge anche se l’obiettivo di palazzo Donini è di centrare il termine di 30 giorni in caso di prima visita. Secondo la tempistica fissata da palazzo Donini, i direttori generali delle aziende hanno avuto la possibilità di presentare i piani aziendali entro il 10 settembre e tutta la macchina, che partirà i primi di ottobre, dovrebbe entrare pienamente in funzione entro la fine dell’anno. Concretamente, la serie di azioni messe in campo va dall’apertura delle strutture fino alle 22 (il sabato e anche la domenica mattina) all’utilizzo del personale con possibilità di spostamento tra le varie aziende per utilizzare al massimo anche i macchinari.

INFRASTRUTTURE E MACCHINARI, INVESTIMENTI PER 10 MILIONI

Le mosse E poi ancora, dalla possibilità di dispiegare il personale extra orario di lavoro all’assunzione temporanea a mirata al piano straordinario giovani medici o tecnici disoccupati; dalla rimodulazione del budget con le strutture private accreditate (solo quelle entro i confini dell’Umbria) alla presa in carico del paziente. Oltre il 90% dei pazienti in lista d’attesa riguarda infatti persone che devono fare controlli dopo un intervento o medicazioni e così, nel piano, è prevista una miglior gestione delle agende (anche dal punto di vista informatico) così che ogni paziente operato, ad esempio, nel foglio di dimissioni troverà data e ora delle visite successive che dovrebbero essere fatte dagli stessi medici.

I DUBBI DEL TRIBUNALE DEL MALATO

Overbooking Tra le possibilità offerte alle aziende c’è poi quella dell’overbooking nelle prenotazioni: in pratica per ogni sessione di visite verrà accettato il 15% di prenotazioni in più in modo che, se qualcuno non si presenta, ci sarà comunque l’attività piena del personale. Al contrario, se tutti si presentano le visite verranno garantite a tutti e il personale verrà pagato di più. Proprio il 15%, secondo i dati della Regione, è la percentuale di quelli che una volta prenotato l’esame non si presentano e così, anche per combattere questo fenomeno, verrà esteso a tutta la regione il servizio di recall (già attivo alla Usl di terni) tramite il quale una voce automatica uno o due giorni prima della visita ricorderà l’appuntamento.

Twitter @DanieleBovi

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