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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 13:18

Limite a 5 km orari per le bici, Fiab: «La Provincia ottusa si ritira prima dell’udienza del Tar»

Provvedimento ritirato e sostituito con uno nuovo che cambia i limiti e le zone

L’ordinanza della Provincia di Perugia che aveva disposto il limite di velocità per biciclette e motocicli, rispettivamente a 5 e a 10 chilometri orari, era apparsa fin da subito come una miccia che avrebbe scatenato polemiche e ricorsi. Pensare di sostituire gli interventi di miglioramento delle strade con i limiti di velocità, ancorché non si abbiano a disposizione i soldi per i lavori o, come qualcuno ha ipotizzato, pensare di ridurre il rischio di richieste risarcitorie da parte di persone coinvolte in incidenti, apponendo un segnale stradale, è rischioso oltre che sul piano giuridico, anche su quello della credibilità.

LA VICENDA DEI CARTELLI

Il ritiro Il risultato è che prima sono stati oscurati i cartelli e poi è stato ritirato il provvedimento. In mezzo ci sono costi per l’installazione dei cartelli stradali e costi per le carte bollate e gli avvocati. L’associazione Fiab che da subito ha chiesto una interlocuzione con la Provincia dnel tentativo di persuaderli a rinunciare a quelle decisioni per la convinta infondatezza, oggi definisce quelle scelte, il risultato di «ottusità». «L’efficacia di quella ordinanza – aggiunge l’associazione – era stata sospesa dal Tribunale amministrativo regionale (già il 12 maggio successivo) dopo il ricorso a cui erano stati costretti i circoli Fiab più direttamente toccati: Perugia Pedala e Marsciano. Alla vigilia dell’udienza di merito davanti al Tar dell’Umbria – ricostruisce l’associazione -, la Provincia ha fatto marcia indietro con una nuova ordinanza (n° 236 del 2 settembre 2021) con la quale ha revocato la precedente e nuove ordinanze che istituiscono limiti di 15 km/h per le biciclette e 20 km/h per i motocicli per i soli tratti maggiormente degradati».

L’accusa Paolo Festi presidente di Fiab Perugia Pedala avvisa: «Torneremo perciò a chiedere un confronto con l’Ente all’esito del quale valuteremo la nostra posizione difronte al Tar in vista dell’udienza di ottobre». Interviene anche Micaela Doretto, presidente di Fiab Marsciano:  «Con provvedimenti del genere non si incoraggia di certo l’uso della mobilità sostenibile».

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