di Ester Pascolini
Al reparto di Pediatria dell’ospedale di Branca c’è un’iniziativa che merita di essere raccontata, ed è una di quelle esperienze che sembrano restituire un po’ di fiducia negli esseri umani.
Tutto ha avuto inizio in sordina lo scorso settembre, quando la sezione soci Coop di Gualdo Tadino ha stipulato un accordo con la direzione Sanitaria e con gli operatori del reparto coordinato dal primario Guido Pennoni, promuovendo un’attività settimanale di letture rivolte ai piccoli pazienti ricoverati. A condurre i bambini e le loro famiglie “dentro” alle storie sono i membri della Compagnia di Re Artù. In questa associazione culturale di Gualdo Tadino, infatti, opera un gruppo di abili narratori che ha maturato una formazione specifica all’interno del progetto “Nati per leggere”.
Il ricovero ospedaliero è spesso vissuto come un momento traumatico, soprattutto dai più piccoli. Non è facile trovarsi catapultati in un ambiente estraneo e asettico, in un luogo in cui il tempo, scadenzato solo dalle visite mediche, dall’assunzione dei medicinali, dai pasti dietetici e incolore, sembra non passare mai. I giovani pazienti accolgono con stupore e gioia la visita dei “contastorie”, persone che provano a riempire il vuoto di quel tempo sospeso con le parole di un racconto, cercando di alleviare con il sorriso le sofferenze dei piccoli malati, compiendo, insomma, un gesto semplice eppure pieno di significato.
L’attività di lettura, tuttavia, non è l’unica iniziativa promossa dai soci Coop di Gualdo Tadino, è anzi la prosecuzione naturale di un precedente intervento, dato che nel 2023 questi avevano già donato una piccola libreria al reparto di Pediatria di Branca. L’auspicio, ora, è di continuare anche per il 2025, «per rendere – dice Stefano Giombini, presidente della sezione soci Coop di Gualdo Tadino – il meno traumatica possibile ad ogni bambino e ad ogni bambina l’esperienza di un ricovero ospedaliero».
