Alessandro Casali stappa il Berlucchi

di Alessandro Casali*

Niente polemiche, solo un po’ di chiarezza. Vini nel Mondo è un progetto nato tredici anni fa da un’idea dall’associazione Arte gusto e cultura e realizzato grazie al lavoro, alla professionalità e alle relazioni del Gruppo Meet e dell’associazione. Un progetto che ha voluto dare a Spoleto e all’Umbria un evento importante in un settore chiave come quello dell’enogastronomia. Una sfida bella e difficile che per i primi anni ha potuto contare sul coinvolgimento e il sostegno determinante del ministero delle Politiche agricole. Purtroppo quattro anni fa il ridimensionamento delle risorse a disposizione dei Ministeri ha determinato il taglio ai finanziamenti di numerose manifestazioni, molte delle quali hanno chiuso i battenti. Vini nel Mondo invece, per volontà del Gruppo Meet, è andato avanti, nonostante il taglio del contributo ministeriale.

Una scelta coraggiosa che contava su uno sforzo comune, sull’aiuto di tutto il sistema locale, non solo in termini di contributi diretti ma anche di costruzione di una rete (Comune, Fondazioni, Camera di commercio, imprese, banche, etc.) che nell’interesse di tutto il territorio sostenesse una macchina organizzativa complessa e onerosa. Purtroppo così non è stato, o lo è stato solo in modo insufficiente, per cui il Gruppo Meet si è trovato a dover sostenere l’evento in prima persona e a coprire le perdite. La questione è semplice il valore, l’importanza, il significato di Vini nel Mondo, che è il secondo evento più importante di Spoleto dopo il Festival dei Due Mondi e uno dei più importanti in Italia per l’enogastronomia, nessuno lo ha mai messo in dubbio. Ma le sfide difficili non si vincono da soli, si vincono in squadra. E la squadra su Vini Nel Mondo non è riuscita a decollare. Insomma, i problemi di oggi non nascono oggi, ma vengono da lontano. E tutti ne eravamo consapevoli. Una cosa è certa: nessuno può negare che il Gruppo Meet ce l’abbia messa tutta, in termini di impegno e denaro.

Rispetto a ciò che ha detto il sindaco – precisa Casali – nessuna polemica. Solo qualche doverosa precisazione. Per esempio il contratto concordato con l’Associazione per il 2016 confermava l’esiguo contributo di 18.000 euro e solo 6 mesi dopo l’evento, con una e-mail, abbiamo scoperto che erano 10.000 euro. Cifra che, senza che ne sapessimo nulla, il sindaco ci confermerebbe anche per il 2017. Ma il sindaco, oltre un mese fa, era informato dal presidente dell’associazione, Fernando Leonardi, che non c’erano i presupposti per organizzare l’edizione 2017, non solo per il terremoto, che ha reso inagibile molti siti espositivi compreso il chiostro, ma perché non c’erano i presupposti economici in quanto mancava il supporto delle principali istituzioni locali. Nessuna ambiguità, poi, per quanto riguarda il ministero: è tutto semplicissimo, da quattro anni il Ministero non può finanziare Vini nel Mondo e il Gruppo Meet si è fatto carico dei costi. Tutto qua.

Per quanto riguarda l’assessore Cecchini va detto che Meet e l’Associazione hanno sempre regolarmente rendicontato tutto, ottenendo così i contributi della Regione. Tranne un anno, quello a cui si riferisce l’assessore, perché per motivi amministrativi la Regione ha dato il contributo al Comune e il Comune non ha potuto rendicontare in quanto le spese erano state fatte da Meet e dall’associazione. Non siamo quindi riusciti ad attingere al contributo di quell’anno. Vini nel Mondo – conclude Casali – è una manifestazione complessa, articolata e preziosa. Ma proprio per questo per vivere ha bisogno del contributo, non solo economico, di tutto il sistema territoriale. Noi abbiamo fatto tutto il possibile e anche di più, e nessuno può negarlo. Anche per questo, con la massima serenità, guardiamo al futuro.

*presidente del Gruppo Meet

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