(foto Rosati)

di Chia.Fa. e Mar.Ros.

Lavoratori delle Province di Terni e Perugia in sciopero. Sono circa 500 i dipendenti dei due enti che con striscioni, bandiere e fischietti sono in scesi in piazza per manifestare contro il governo e la riforma Delrio, ma anche esprimere forti timori intorno ai contraccolpi che si rischia di registrare sia sul fronte dell’erogazione dei servizi al cittadino che su quello occupazionale. Nel mirino anche la Regione a cui è stato richiesto di rispettare l’impegno degli esuberi zero.

Sciopero a Perugia: fotogallery
Sciopero a Terni: fotogallery

Province in sciopero E infatti al centro della mobilitazione promossa dalle organizzazioni sindacali c’è anche il futuro di circa 250 lavoratori che ancora non sanno se e dove saranno ricollocati. Tra questi molti sono gli agenti della polizia provinciale: ben 113 a Perugia e 20 a Terni, dei quali due terzi la Regione pensa di collocarli presso i Comuni mentre i restanti rimarrebbero in seno alle Province. A questi va aggiunto il personale ex Anas (93 a Perugia e 42 a Terni) e quello dei Centri per l’impiego. In tutto questi ultimi sono 139, dei quali 55 precari ed è proprio intorno a questi che si concentrano le maggiori preoccupazioni.

Cetorelli (Usb): «Su Province campagne denigratorie»
Corteo a Terni: fotogallery

Spiragli su bilanci Forti criticità si registrano ormai da settimane anche intorno alla chiusura dei bilanci dei due enti. Venerdì mattina, il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti, ha riferito lo stato dell’arte in commissione bilancio, presieduta da Roberto Bertini. In particolare sul documento economico finanziario è emerso come qualora venissero approvate norme per l’utilizzo dell’avanzo vincolato si aprirebbero spiragli per arrivare alla quadratura: «Nonostante la delicata situazione finanziaria – ha detto Mismetti – sarebbe possibile approvare il bilancio visto il possibile utilizzo di importanti risorse (19 milioni, a fronte di 5 che ne mancano), oggi non utilizzabili, per la spesa corrente».

Lavoratori Durante la mobilitazione Umbria24 ha raccolto le posizioni di lavoratori e sindacalisti, come Maria Sartini, poliziotta della provinciale di Terni: «Come polizia provinciale vogliamo sottolineare l’importanza delle attività svolte dagli agenti che vigilano sui territori con competenze specifiche in materia ambientale a tutela di un patrimonio che rischia ora di essere abbandonato a se stesso». A calcare la mano anche Graziana Cetorelli (Usb): «La chiusura della Provincia e la messa a rischio della sostenibilità finanziaria di servizi importanti per la cittadinanza mettono in discussione direttamento lo stato sociale, in un territorio come il nostro (Ternano, ndr) già martoriato da crisi aziendali. Oggi siamo qui – ha detto – per difendere il nostro posto di lavoro, ma anche la nostra dignità di fronte a una manovra del governo a cui siamo contrari e che non ha mancato di registrare campagne denigratorie ad hoc per fare delle Province lo specchietto per allodole sul fronte della pubblica amministrazione, che invece richiederebbe riorganizzazione più ampia».

Ricci «Esprimo ampio sostegno e vicinanza ai dipendenti delle province in Umbria lasciati in uno stato di incertezza da una riforma del governo che ha fatto diminuire i servizi ai cittadini determinato il dissesto finanziario degli enti». Così il consigliere regionale Claudio Ricci (portavoce centrodestra e civiche) per il quale «occorre un atto ricognitivo per verificare quanti dipendenti possono realmente essere assorbiti dalla Regione, dai Comuni e dagli altri enti per poi rappresentare la situazione al governo che deve porre rimedio a questo errore. Peraltro le Province possono avere un futuro attribuendogli il ruolo di enti aggregatori territoriali dei servizi associati dei Comuni, riducendo e semplificando gli attuali ambiti di aggregazione dei servizi che hanno portato ad inefficienze e aumento delle tariffe».

Rsu Terni In piazza Buozzi, dove si è concluso il corteo dei lavoratori della Provincia di Terni, sono state stigmatizzate le «troppe incertezze che ancora accompagnano il processo di riforma. A governo e Regione –  è stato scandita – chiediamo ancora una volta di farsi carico dei problemi, anche finanziari, che questa riforma confusa sta provocando e di trovare una soluzione che garantisca un futuro per i lavoratori e per le funzioni importanti che la Provincia svolge a favore dei cittadini».

Twitter @chilodice e @martarosati28

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2 replies on “Lavoratori delle Province in sciopero, cortei a Perugia e Terni: «Smantellati servizi da territori»”

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