Latte

Con riferimento al latte contaminato da tossine distribuito da una ditta di Udine a numerose aziende italiane, tra cui anche un caseificio umbro, l’unità operativa di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche del dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 1, attraverso una nota informa che «tutte le produzioni lattiero-casearie prodotte nei caseifici del territorio regionale rispondono alle più severe norme igienico-sanitarie previste dalla legge a garanzia del consumatore finale, e ciò anche grazie al piano Regionale di controllo sulle aflatossine deliberato dalla Regione Umbria e applicato dai servizi veterinari delle aziende sanitarie».

La nota «L’evento citato si riferisce al mese di novembre del 2012 – continua la nota-,  il caseificio di Bettona che aveva acquistato latte da un consorzio di allevatori di Udine, adottando tutte le procedure di controllo interne previste per legge, aveva immediatamente individuato la non conformità della materia prima ed aveva correttamente isolato ed escluso dalla vendita tutto il formaggio prodotto garantendo la propria clientela».

Alcuni particolari «Dopo che il Nas di Udine segnalò la commercializzazione di latte non conforme effettuata dalla Cospalat di Udine – spiega Massimo Chiovoloni, responsabile della unità operativa di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche della Usl Umbria 1 – il nostro servizio, in collaborazione con il Nas di Perugia, il 12 novembre 2012 fece un sopralluogo nell’azienda di Bettona per procedere al sequestro dei prodotti lattiero-caseari non conformi acquistati e constatò che il caseificio aveva già escluso dalla vendita tali prodotti, riscontrando anche una perfetta gestione aziendale della tracciabilità delle produzioni interne».

Precisazioni «Queste precisazioni sono importanti – aggiunge Chiovoloni –per rassicurare i cittadini sulla qualità del latte e dei formaggi prodotti in Umbria, e anche per evitare che venga in qualche modo penalizzato un nostro caseificio, che è stato coinvolto suo malgrado nella vicenda, ma che in realtà non presenta alcuna irregolarità e anzi, ha dimostrato di adottare costantemente delle procedure interne previste dal proprio manuale di autocontrollo che, insieme ai ripetuti controlli effettuati dal medico veterinario dell’azienda sanitaria, fanno sì che le produzioni commercializzate siano garantite dal punto di vista igienico-sanitario».

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