Lamberto Sposini

di MA.MA e MA.T

Riservatezza e privacy sui dettagli che riguardano lo stato di salute di Lamberto Sposini, ma dopo l’intervista del conduttore Massimo Giletti al settimanale ‘Di Più’ si ritorna a parlare del volto noto del grande pubblico.

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Le informazioni generiche Lamberto Sposini è ritornato nella sua terra d’origine per la riabilitazione dopo le cure dovute l’ictus cerebrale che l’ha colpito il 21 aprile del 2011. Su di lui si sanno, da qualche tempo, solo notizie generiche sulla base di testimonianze delle persone che, a vario titolo, frequentano la struttura sanitaria di Umbertide dove Sposini è ricoverato da alcuni mesi.

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La risposta del pubblico C’è un calore, una speranza è una attesa che non perde occasione di manifestarsi, da parte del grande pubblico ogni volta che dello stato di salute di Lamberto Sposini si riesce a conoscere qualche particolare che possa lasciare presagire l’ipotesi che il noto giornalista ritorni davanti allo schermo. Il settimanale di larghissima diffusione ‘Di più’, diretto da Sandro Mayer (Cairo Editore) ha ospitato una intervista a Massimo Giletti, altro volto noto di Rai 1 che, negli ultimi anni ha stretto un forte sodalizio professionale e di amicizia con Lamberto Sposini. Il servizio in questione ha creato malumori nei responsabili dell’istituto Prosperius, istituto riconosciuto al di là dei confini nazionali, dopo che in quella struttura, nei mesi scorsi, è stata presentata una tecnologia innovativa che ottimizza, attraverso apparecchiature speciali l’uso degli arti da parte dei pazienti vittime di gravi traumi o di patologie come l’ictus.

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Il caso e la pubblicazione sul settimanale Il management della Prosperius, si è appreso da fonte interna, ha letto con attenzione il servizio giornalistico e si sarebbe confrontato con i consulenti per valutare la possibilità di intraprendere un’azione legale dopo che la rivista aveva pubblicato le preoccupazioni di Giletti, legate al fatto che un medico che avrebbe operato nel Reparto, avrebbe avuto problemi di natura giudiziaria per fatti che risalgono a un periodo antecedente al ricovero di Sposini. Nel mezzo della vicenda giudiziaria ci sarebbe l’utilizzo, da parte del medico, di un farmaco allora non autorizzato, la Relaxina, un ormone femminile, per cui il medico fu denunciato dal figlio di un paziente. La questione giudiziaria avrebbe preoccupato l’amico di Lamberto Sposini, Massimo Giletti, i cui dubbi sono stati pubblicati dal settimanale ‘Di più’.

Metello Venè Umbria 24 ha contattato telefonicamente sia Massimo Giletti che l’autore dell’intervista apparsa su ‘Di più’, Metello Venè . Giletti è stato fermo: no comment, mentre Venè ha fatto sapere di non aver ricevuto alcuna protesta da parte di chicchesia: «Credo che la preoccupazione di Giletti fosse reale -ha dichiarato il giornalista – senza alcuna intenzione di nuocere alla efficienza degli operatori sanitari o di creare allarmismi di sorta». Il direttore della vrivista Mayer è amico di Sposini, facevano parte della giuria della trasmissione di ‘Ballando sotto le Stelle’.

Giusto parlarne «Credo sia giusto, sempre nel rispetto della privacy che ogni tanto, quando ci sono dei fatti nuovi, delle proeoccupazioni o delle notizie positive, che di Lamberto si torni a parlare – ha detto ancora Venè al telefono con umbria24 -, stiamo parlando di un personaggio popolare, amatissimo da milioni di cittadini. Sappiamo bene quanto tutti ci teniamo di poter registrare suoi progressi nel decorso della malattia».

Le condizioni di salute Umbria 24 nella convinzione di rendere un servizio utile di informazione è riuscita a sapere da fonti interne che le condizioni di salute del giornalista televisivo sono definite «stazionarie», Sposini partecipa con impegno all’attività di riabilitazione, con progressi che crescono con il passare del tempo, anche se il traguardo per una ripresa lavorativa sembra ancora lontano. In questa fase, a quasi due anni dalla devastante emorragia cerebrale di cui rimase vittima, gli operatori della Prosperius puntano a migliorare la qualità della vita dell’illustre paziente.

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