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lunedì 17 maggio - Aggiornato alle 18:10

«La scuola sia in presenza, non spegnete i nostri ragazzi»: umbri in piazza a Roma

Una rappresentanza del ‘Comitato Ascuola – Umbria’ ha partecipato alla manifestazione di piazza del Popolo

Comitato umbro in piazza

C’erano genitori e studenti umbri alla manifestazione che si è tenuta sabato a Roma in piazza del Popolo della Rete nazionale delle “Scuola in presenza”. Scandito l’appello al suono delle campanelle dei Comitati venuti dalle varie regioni italiane, sono intervenuti, tra gli altri, il pedagogista Daniele Novara, la bio-statistica ed epidemiologa Sara Gandini e Fiammetta Borsellino, figlia del giudice ucciso nella strage di via d’Amelio. La Borsellino ha sottolineato che le «limitazioni delle attività didattiche in presenza favoriscono la dispersione scolastica, terreno fertile per la criminalità organizzata: mio padre era fortemente convinto che la lotta alla mafia si fa soprattutto con la conoscenza a scuola che ti insegna a ragionare con la tua testa; negando questo diritto oggi stanno uccidendo per la seconda volta mio padre che nei giovani ha creduto e per i giovani ha lottato».

Persone spente Istruzione come diritto fondamentale che deve rimanere svincolato dall’automatismo del colore delle regioni, che devono organizzarsi per permettere lo svolgimento in presenza della didattica nelle scuole di ogni ordine e grado. Conclude Alessandro Paccagnini, tra gli organizzatori della Rete: «Sono un papà e vi riporto una storia di “apparente normalità”; i miei figli stanno bene, vanno bene a scuola, ma stanno 8 ore ore al giorno davanti a un computer; al di là dell’apparente normalità la verità è che tutti i nostri ragazzi sono stati spenti; queste manifestazioni sono poco partecipate perché ormai persone sono state spente. Noi adulti abbiamo spento gli adolescenti, così non può andare e non ci fermeremo».

Il video della manifestazione:

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