La sanità umbra, così come previsto dalla riforma approvata a novembre dal consiglio regionale, avrà una unica centrale operativa del 118 rispetto alle tre attuali. Sarà a Perugia presso l’azienda ospedaliera e il responsabile sarà Mario Capruzzi. L’inaugurazione e l’entrata in funzione, come annunciato giovedì nel corso di un convegno dal direttore dell’azienda ospedaliera Walter Orlandi, avverrà l’8 luglio.
Il cambiamento La struttura verrà presentata nell’aula magna della facoltà di Medicina e Chirurgia del polo unico agli operatori sanitari e alle istituzioni. Cosa cambierà? Risponde Orlandi: «La centrale unica effettuerà dei trasferimenti dei cittadini che hanno fatto ricorso al 118 non all’ospedale più vicino ma a quello che ha servizi predisposti per quell’intervento». Significa che gli ospedali di territorio avranno un incremento di attività sulla base della centrale unica che conosce le peculiarità di ogni struttura ospedaliera e che quindi opererà verso una criteri di appropriatezza. Questo favorirà minore afflusso al Santa Maria della misericordia, dove in molti periodi dell’anno , in alcuni reparti, c’è il «tutto completo» con il ricorso, per poche ore, al cosiddetto letto aggiuntivo.
L’occasione La notizia, come detto, è stata diffusa direttamente da Orlandi durante l’iniziativa organizzata da Cittadinanzattiva in collaborazione con il Tribunale dei malati di tutte le sezioni dell’Umbria. Sempre in questa occasione il direttore generale ha fatto un altro annuncio: «Per l’8 di luglio abbiamo invitato anche il direttore del dipartimento Urgenza-emergenza dell’ospedale di Ancona perché renderemo attuativa una convenzione già siglata tra le due regioni Umbria e Marche per l’utilizzo dell’eliporto che favorirà il trasferimento di pazienti umbri verso l’ospedale di Ancona per quei servizi che non abbiamo, ma al tempo stesso anche le Marche si sono impegnate a trasferire alle nostre strutture, ad esempio la Unità spinale, quei pazienti vittime di gravi incidenti stradali o di lavoro con lesioni midollari».
Le polemiche Il dibattito tra rappresentanti dei cittadini e le istituzioni ha avuto anche momenti caldi con le accuse rivolte ai responsabili rispetto alle problematiche su ritardi e gestione delle liste d’attesa. Orlandi ha dovuto attraversare le correnti avverse in solitaria a causa dell’assenza istituzionale di rappresentanti della Regione. Fatto questo che è stato notato e polemicamente sottolineato da alcuni presenti. Il direttore generale alle richieste definite «importanti per il dibattito costruttivo», ma anche provocatorie quando qualche sindacalista ha avuto da eccepire sulla gestione di alcune fette della sanità pubblica, ha risposto: «Combattiamo tutti assieme per migliorare le criticità, ma prendiamo atto che i cambiamenti sono quasi giornalieri. Riuscire a pagare in 60 giorni i fornitori dell’azienda ospedaliera di Perugia per oltre 180 milioni di ero l’anno, talvolta viene dimenticato o trascurato, quando aziende umbre di decine di dipendenti sono saltate nel momento in cui hanno visto rifiutato il pagamento di appena due fatture».
La nota Cittadinanzattiva attraverso una nota spiega che la segretaria regionale di Cittadinanzattiva Anna Rita Cosso, ha chiesto a Orlandi quale valore aggiunto al S.S.R. apportasse la convenzione in termini di eccellenza vera e di alta specializzazione, paventando il rischio di una contrazione dei servizi nel territorio. Nell’ambito della volontà di difendere la pubblicità del Servizio sanitario, l’attenzione si è concentrata in particolare su: liste di attesa eccessivamente lunghe, trasparenza sulle convenzioni con le strutture private, funzionamento per tutto il giorno delle tecnologie diagnostiche, uniformità su tutto il territorio regionale dei percorsi assistenziali, prevedere percorsi agevolati per le fasce più deboli della popolazione nelle prenotazioni del CUP regionale, mobilità extra regionale. Al termine rimangono le proposte su cui si aspetta una risposta dalla Regione dell’Umbria e che si riassumono brevemente di seguito: liste di attesa trasparenti con numero progressivo anonimo uguale per tutti, criteri obiettivi e vincolanti per le assunzioni e le promozioni, eliminando alla radice ogni criterio di appartenenza, curricula e casistica operatoria dei sanitari trasparente, aggiornata e pubblica, monitoraggio costante dei flussi di mobilità per patologia sia intra che extra regionale, con pubblicazione delle maggiori criticità, registro regionale delle patologie più diffuse, rispetto rigoroso della normativa sulla trasparenza che obbliga alla pubblicazione on line di tutte le informazioni riguardanti la spesa e le nomine, perseguendo gli inadempienti.
