
di M.T.
Continua la protesta degli studenti che, questa mattina, si è spostata in piazza IV Novembre, a Perugia. Ritornano gli slogan contro la riforma Gelmini che ora si affiancano all’appello per una maggiore attenzione al mondo della cultura, denunciando la scarsità dei fondi da destinare alle attività culturali e i tagli trasversali decisi dal governo. Parlano di «disinformazione» gli studenti che hanno dato vita al sit-in sul corso di Perugia, ma anche di «futuro precario» e di progressiva perdita di qualità dell’offerta didattica, nelle scuole e nell’università. Agli studenti universitari, questa mattina, si sono affiancati anche gli studenti delle scuole superiori, quelli del Geometra ed alcuni dei licei. Anche loro denunciano la mancata attenzione da parte del governo sulle problematiche che riguardano la scuola, puntano il dito «contro i tagli», ma anche contro i «colleghi che non hanno aderito alla protesta». «Ragazzi restiamo uniti nella protesta» è il messaggio che da piazza IV Novembre viene lanciato all’universo scolastico ed universitario, «perché la situazione è veramente grave». C’è anche chi sottolinea i primi risultati di questi giorni di iniziative: «Si è aperto un dibattito nelle aule dell’università, tra tanti giovani, ma anche sui media, nelle case. Un confronto che ruota attorno ai temi che riguardan o il futuro dei giovani», dice uno degli organizzatori dei movimenti studenteschi. «Noi studenti siamo vicini ai lavoratori, protestiamo anche per la condizione di precarietà che riguarda il mondo del lavoro, cerchiamo di tenere insieme i temi che a nostro avviso sono prioritari per il paese», aggiunge. La protesta nel pomeriggio continua al collegio di Agraria a Perugia, mentre i giovani annunciano una partecipazione di massa al corteo previsto per il 14 dicembre, a Roma.
