La presentazione dei dati

«Miglioramenti evidenti, ma non si deve abbassare la guardia». A dirlo, a proposito dei dati relativi all’inquinamento delle acque del lago Trasimeno e di quello di Piediluco, è Legambiente che sabato al circolo velico di Castiglione del lago insieme ad Arpa Umbria ha presentato i numeri del monitoraggio 2015 effettuato dalla Goletta dei laghi. Presenti il direttore tecnico di Arpa Umbria Giancarlo Marchetti, l’amministratore delegato di Umbria Acque Paolo Pizzari e il sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino. «L’obiettivo del monitoraggio effettuato dai tecnici della Goletta dei Laghi – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – è quello di individuare i punti critici, con particolare attenzione alle situazioni in cui intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008. Analizziamo quindi il carico batterico derivante da scarichi non depurati, che minacciano la qualità delle acque».

Trasimeno «Anche nel caso dei laghi Trasimeno e Piediluco – ha continuato – l’attenzione è stata focalizzata soprattutto alle foci e in tratti ‘sospetti’, individuati grazie al lavoro del regionale e delle segnalazioni dei cittadini». Due le criticità riscontrate quest’anno: la foce del torrente Paganico a Castiglion del Lago, che pur non essendo un’area adibita alla balneazione si trova a ridosso delle spiagge ed è quindi importante tenerla sotto controllo, e la foce del rio Fuscello a Terni, sul Piediluco, che si trova proprio nel mezzo dell’area balneabile di Ara Marina. «In questo caso – è stato detto sabato -, non avendo riscontrato presenza di bagnanti al momento del prelievo, la criticità riscontrata merita attenzione». Quanto al Trasimeno il miglioramento rispetto al 2014 c’è: dal monitoraggio di otto punti infatti solo uno (la foce del Paganico) è stato giudicato «fortemente inquinato», ovvero con valori microbiologici doppi rispetto alla norma vigente in Italia.

I problemi del depuratore Un dato non nuovo visto che nel corso degli anni in questo punto sono state registrati notevoli concentrazioni di batteri fecali. Elevate concentrazioni che derivano dal fatto che nel torrente finiscono gli scarichi del depuratore di Castiglione «che probabilmente – spiega Legambiente – non riesce a svolgere il suo compito e necessita di lavori di adeguamento». Tanto più che l’impianto è inserito in un progetto di riqualificazione del collegamento (partito due anni fa) e finanziato con dieci milioni. Nessun problema invece per gli altri sette punti, da Passignano alla foce dell’Anguilarea e del Venella così come al largo dell’isola Maggiore.

Risorsa inestimabile «Il lago Trasimeno è una risorsa inestimabile per l’Umbria e l’Italia tutta – ha detto la presidente regionale di Legambiente, Alessandra Paciotto – ed è per questa ragione che va fatto tutto il possibile, anche tramite investimenti concreti, affinché non si commettano errori che compromettano quanto fatto fino ad oggi per il Trasimeno. È opportuno intensificare l’attività di intelligence alla ricerca delle cause di contaminazione, senza sottovalutare i possibili effetti provenienti dalle attività zootecniche».

Piediluco Venendo alla situazione di Piediluco, come accennato a non superare i controlli è solo un punto su quattro, ovvero la Foce del Rio Fuscello, nel braccio Ara Marina, zona balneabile sulla quale Legambiente chiede di intervenire. Valori entro i limiti invece per gli altri due punti, ovvero foce Rio Medio Nera e i due sul lungolago Armeno Armeni davanti a piazza della Resistenza e presso la cabina di sollevamento. Tirando le somme, un quadro positivo anche se ora l’attenzione va posta sugli obiettivi di qualità imposti dalla direttiva quadro europea 2000/60, in scadenza il 31 dicembre prossimo. Secondo la direttiva, infatti, entro il 2015 tutti i corpi idrici dei paesi membri dovranno trovarsi in un buono stato ambientale: i dati di Arpa Umbria confermano il buono stato chimico sia per il Trasimeno, sia per il Piediluco, ma rivelano anche che i due laghi sono stati classificati in stato ecologico sufficiente (dati sul triennio 2008-2012). Due laghi che rischiano di non raggiungere gli obiettivi, anche se Legambiente spera in buone notizie.

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