di Antioco Fois

Nel dedalo dei nuovi tributi locali si nasconde la beffa. Le possibili vittime sono le famiglie meno abbienti. In affitto o proprietarie della casa di residenza e a basso reddito, entrambe categorie a rischio stangata per la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili in vigore da quest’anno, che si calcola in base alla superficie degli appartamenti e al numero dei componenti del nucleo familiare.

Compartecipazione Di sicuro la tassa graverà sui bilanci delle famiglie in affitto, che si troveranno a pagare al Comune di residenza un tributo per un appartamento non di proprietà. Dal 10 al 30% del totale della Tasi dovuta, che da quest’anno sarà a carico di quanti occupano una casa in locazione, mentre la parte restante rimarrà di competenza del proprietario dell’immobile. La misura della compartecipazione, se per un decimo o quasi per un terzo, la deciderà ogni Comune con l’approvazione del regolamento per l’applicazione del tributo. Di certo, invece, c’è che le famiglie che finora non pagavano l’Imu, perché non proprietari di immobili, dovranno aggiungere nel proprio bilancio annuale una parte della tassa sulla casa, sotto forma della Tasi, concepita dal Governo nazionale come la metà della nuova service tax, gemella della Tari, il nuovo tributo locale sui rifiuti urbani, che allo stesso modo sui modula sulla superficie degli immobili e sul numero dei componenti dei nuclei familiari.

PRIMA CASA, QUANTO SI PAGHERÀ A TERNI E PERUGIA
TARI, QUANTO SI PAGHERÀ A PERUGIA

Seconda beffa La seconda beffa dietro l’angolo riguarda sempre le famiglie meno abbienti ma in questo caso, come accennato, proprietarie dell’immobile di residenza. Se per la vecchia Imu, infatti, erano previste delle agevolazioni di base, per la Tasi saranno i Comuni a stabilire eventuali detrazioni. Ma non è detto che queste siano pari ai 200 euro di base, più 50 per ogni figlio sotto i 26 anni, previsti per la vecchia imposta comunale sugli immobili in vigore sulle prime case fino all’anno scorso. I nuclei familiari, che prima beneficiavano di un’imposta light potrebbero quindi trovarsi a pagare importi molto maggiori. Ancora, fino alla decisione da parte dei Comuni, la Tasi rimarrà un’incognita.

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