di Maurizio Troccoli
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Tirata in ballo da un cittadino Italia Nostra risponde. Continua il botta e risposta ‘sotto’ le Logge di Braccio, in piazza IV Novembre, dove il patron di Eurochocolate, Eugenio Guarducci, aprirà quello che è ormai noto come il ‘Chocobar di Perugia’. Dopo manifestazioni di piazza, cittadini pro e contro dell’iniziativa che si sono espressi per strada e nella rete, dopo qualche scaramuccia con l’assessore comunale Fioroni, la puntata più recente parla dell’associazione Italia Nostra che non si sottrae alla sollecitata risposta. Chi ha scritto, firmandosi come Paolo Benedetti, non avrà certamente sottovalutato il fatto che il precedente presidente dell’associazione, è l’attuale vicesindaco della città. Chi ha letto, tuttavia, sarà forse stato raggiunto dal dubbio che l’associazione abbia potuto usare due pesi e due misure, sia rispetto alle battaglie passate e attuali, che rispetto a una iniziativa simile che ha visto protagonista Italia Nostra a Gubbio. Tuttavia l’associazione entra nell’arena e con una articolata nota prova a rispondere a tutte le questioni sollevate.
La lettera «La sezione perugina di Italia Nostra finora ha ritenuto di non intervenire sulle Logge di Braccio per manifesta inconsistenza della polemica», esordisce. «Le Logge di Braccio – continua – inglobano uno spazio libero e il piano terra del volume costituente il braccio sinistro del transetto del Duomo. In tale piano terra sussistono due ambienti da sempre usati a negozi o botteghe (documentati dalle foto storiche Alinari, Anderson e altri), gli ultimi sono stati un barbiere, un fioraio, un abbigliamento. Da tempo sono chiusi per le note difficoltà del settore commercio. Quello che ora è lo spazio libero, fino al 1927 fu occupato da un edificio nato in epoche remote e che ospitava a quel tempo un ufficio postale. Nel 1927 fu demolito per ridare al vasto monumento quattrocentesco (il Duomo e le sue pertinenze tra cui le Logge) il giusto decoro, per l’occasione fu rifatto il pavimento della superficie testé liberata, in mattoni a spina di pesce».
VIDEO: ECCO COME SARA’ IL LOCALE
Spazio pubblico o pubblico esercizio L’associazione prova a rispondere alle contestazioni che hanno suscitato maggiore interesse, ovvero sulla differenza che passa – a detta di chi protesta – tra luogo pubblico e pubblico esercizio: «Tale superficie libera (propriamente le Logge) – chiarisce – è un naturale prolungamento dello spazio pubblico per eccellenza, la Piazza con la Fontana e il Corso, tutti ricchi di importanti monumenti e memorie. Ora sui due locali negozio predetti un investitore sta realizzando un nuovo pubblico esercizio bar o simili, suo intendimento è posare tavoli e seggiole su parte dello spazio libero (Logge), analogamente a decine di altri pubblici esercizi che occupano porzioni della Piazza e del Corso. Naturalmente rimane aperta a tutti la possibilità di entrare nelle Logge senza consumare, guardare, fotografare, sedersi sui sedili perimetrali quattrocenteschi». Quindi il paragone con altre città d’arte: «Se a Firenze le Logge dei Lanzi ospitano grandiose opere d’arte, quelle del Vasari ad Arezzo ospitano tavoli e seggiole di tre bar e ristoranti, ognuno ha la sua storia». «Anche lo scandalo sulla privatizzazione – aggiunge – è inconsistente essendo tutte le attività commerciali di iniziativa privata bensì ben riconosciute come ‘pubblico esercizio’ dal momento che tutti possono entrarci».
FACEBOOK LIVE: GUARDUCCI RISPONDE
Gubbio e Perugia Ecco la risposta, invece, sulla contestata differenziazione tra simili vicende che, prima di Perugia, hanno riguardato Gubbio: «Le Logge dei Tiratori di Gubbio – scrive ancora Italia Nostra – sono invece interessate da ben altro intervento, non di banale arredo come questo, bensì avente la pretesa di modificarne l’architettura mediante loro tamponatura con vaste vetrate e conseguenti tendaggi: su questo la sezione di Gubbio ha già espresso la sua ferma critica cui Perugia si associa».
APPROFONDIMENTI: TUTTO SULLA VICENDA
«Sfruttamento bambini» La polemica continua sul versante «sfruttamento»: «Quanto all’asserito sfruttamento di bambini di una determinata area del mondo per produrre cacao, riteniamo che nessuno ci assicura che analoghi sfruttamenti non avvengano nella filiera del cotone e altri tessuti, atteso che se alle Logge stesse per aprire un ennesimo negozio di abbigliamento, nessuno avrebbe protestato; né nessuno può assicurarci che il barbiere non pagasse in nero qualche suo collaborante: diciamo che sono questioni che non possono interessare Italia Nostra, associazione per la difesa del patrimonio storico-culturale della Nazione, quindi da sottrarre quanto prima alle confusioni politicanti di certo “ambientalismo” di maniera. In conclusione Italia Nostra di Perugia coglie l’occasione per esprimere apprezzamento e augurio al benemerito investitore che arrischia il suo denaro per una operazione commerciale (in un punto ove altri recentemente hanno fallito) che restituisce alla pubblica vera godibilità e al decoro un luogo monumentale che da molti anni era diventato un pisciatoio e ricovero per sbandati».
