di Mar. Ros.

La convenzione tra il Comune di Terni e il conservatorio della città non è stata ancora firmata, il personale è in stato di agitazione anche se le lezioni avranno luogo regolarmente, ma il clima nella sala Casagrande è teso, i volti tristi, quelli di allievi e docenti preoccupati del futuro dell’istituto Briccialdi dal quale lunedì pomeriggio il nuovo direttore Marco Gatti, ha messo in guardia la città: «Se non arriva la firma sull’atto che regola i nostri rapporti con Palazzo Spada, il futuro dell’istituto è a rischio». Lo stesso Gatti ha poi lanciato un triplice appello: «Al senso di responsabilità dell’amministrazione comunale; a studenti e insegnanti di musica perché facciano squadra uniti e compatti, continuando a mettere impegno e passione in quello che fanno talvolta con sacrificio; ai genitori perché affidandoci i propri figli dimostrano fiducia in questa istituzione». Da sciogliere il nodo stipendi e la sottoscrizione di un atto definitivo, al momento solo pre-adottato.

IL DIRETTORE A DOCENTI E ALLIEVI: VIDEO

Stato di agitazione La professoressa Galìa, a nome delle Rsu: «Abbiamo proclamato lo stato di agitazione perché da luglio è aperto un tavolo tecnico per giungere ad una soluzione definitiva per questa convenzione ma non se ne viene a capo e non conosciamo le ragioni ma nonostante le difficoltà e gli stipendi che non arrivano regolarmente, il personale docente ha garantito tutte le attività  con serietà e impegno, ma più di questo non è nelle nostre possibilità». Rimpasti di giunta, problemi di bilancio o speranza di statalizzazione dell’istituti in tempi stretti? «Non conosciamo le ragioni di questo stato delle cose – dichiara Gatti – e non sta a noi farlo, semplicemente chiediamo che l’amministrazione faccia quanto deve, la Fondazione Carit è pronta a sostenerci ma tutto dipende dai rapporti con il Comune».

Flash mob Dall’istituto la data del prossimo mercoledì, quando sarebbe in programma una seduta di giunta a Palazzo Spada, è stata individuata potenzialmente come l’ultima utile per chiudere la partita prima che finisca il 2016 e tra i docenti chi propone di far sentire la propria musica agli amministratori comunali: «Organizziamo un flash mob», soluzione al vaglio. Tra i presenti al  Briccialdi, lunedì pomeriggio ci sono anche cittadini esterni alla vicenda ma vicini alla mission dell’istituto: «Stiamo parlando di un’eccellenza, mettere a rischio la vita di questo Centro di alta formazione è un assassinio, c’è di mezzo anche il futuro delle giovani generazioni che aspirano a diventare talenti musicali». Eros Fusai è sardo e studia al conservatorio di Terni: «Mi sono trasferito qui per il prestigio di questa scuola, un amministratore non può non tenere conto di questo, anche solo per dovere morale». Tra i presenti una donna: «Mi auguro che per l’istituto si mobiliti tutta la città come avvenuto in passato per lo stabilimento Tk-Ast di viale Brin perché ci sono di mezzo famiglie, storia e professionalità non di valore inferiore a quelle dell’acciaieria pur in settori differenti». Il nuovo direttore: «Le istanze di lavoro di un artista non sono tanto diverse da quelle di un operaio, ci sono sempre e comunque mutui attaccati al salario e non è solo di questo che stiamo parlando».

Forza Italia «Il caso Briccialdi – commentao dal coordinamento comunale di Fi – è il riflesso dello stato di crisi che attanaglia ormai da troppi mesi il governo cittadino. Il conservatorio per bocca del suo direttore e del corpo docente ha lanciato un vero e proprio grido di allarme per la mancata ratifica della convenzione che lega il Briccialdi con il Comune, la questione perdura e le cause non sono tuttora ben chiare. Di certo non vi è stata, né da parte del sindaco né da parte dell’assessore preposto, un cenno per spiegare in maniera limpida il perché di tale situazione. Il rischio concreto è quello di vedere Terni, già particolarmente provata per il ben noto stato di abbandono e degrado economico e culturale nel quale versa, priva addirittura di un fiore all’occhiello nell’alta specializzazione musicale. L’Istituto Briccialdi, che prende il nome dal celebre flautista e compositore ternano, potrebbe ricoprire il ruolo di ambasciatore culturale della città di Terni se non fosse costantemente mortificato dalla totale incapacità amministrativa e dalla scarsa sensibilità pedagogico-musicale dimostrata dall’attuale giunta».

@martarosati28

 

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