di M.T.
L’Umbria si distingue nel panorama italiano come l’unica regione con appena due scuole attivate per la nuova filiera formativa tecnologico-professionale 4+2, che partirà con l’anno scolastico 2025/2026. Si tratta degli istituti Volta di Perugia e Casimiri di Gualdo Tadino. La riforma, fortemente voluta dal ministro dell’IstruzioneGiuseppe Valditara, prevede percorsi quadriennali che, seguiti da due anni di specializzazione negli Its Academy, mirano a integrare istruzione tecnica e formazione professionale per rispondere alle esigenze del mondo del lavoro.
Secondo i dati diffusi dal ministero e pubblicati dal Sole 24 Ore, in Umbria risultano attivati solo 6 percorsi formativi all’interno di questi due istituti, con 51 studenti iscritti al primo anno e soli 13 al secondo. Si tratta di numeri significativamente inferiori rispetto a molte altre regioni italiane, dove la diffusione del modello 4+2 è molto più ampia. A livello nazionale, infatti, quasi un quarto degli istituti tecnici e professionali ha aderito alla nuova filiera che conta oltre 10.500 iscritti, con il Sud Italia in titolo di spinta innovativa e forte crescita. Il dato umbro colpisce anche in rapporto alla storica e riconosciuta presenza dell’Its in questa regione.
La riforma 4+2 introduce un percorso quadriennale che permette agli studenti di conseguire il diploma di istruzione secondaria di secondo grado con un anno di anticipo rispetto ai tradizionali cinque anni, senza riduzioni nella qualità e nella quantità dell’offerta formativa. Le scuole italiane sono state dotate di 369 milioni di euro di fondi Pnrr per laboratori e 54 campus formativi innovativi, con spazi dedicati a metodologie didattiche avanzate e a tecnologie come l’intelligenza artificiale.

I percorsi maggiormente richiesti a livello nazionale riguardano settori strategici come il turismo, l’enogastronomia, l’informatica, la manutenzione tecnica, l’amministrazione e il marketing, oltre alle costruzioni, l’ambiente e il territorio.
Nonostante il successo complessivo della riforma, l’Umbria appare ancora in fase di avvio e con margini di sviluppo importanti. La sperimentazione 4+2 si pone come modello di integrazione educativa fra scuola e lavoro, ispirandosi anche ad esempi europei consolidati come quelli di Germania, Austria e Svizzera, e mira a mettere in campo una formazione più flessibile, personalizzata e in linea con le richieste del territorio e delle imprese.
