La foto postata da Tiziana Ciprini

di Daniele Bovi

Dal tunnel del complotto non c’è uscita: se ci sono delle foto e dei video, sono falsi; se non ci sono il fatto di cui si parla è inventato il che, se si volesse seguire strettamente questa logica, getta un’ombra sinistra su tutto ciò che è successo sul pianeta prima dell’invenzione delle macchine fotografiche e delle cineprese. L’ultimo esempio è il post sul profilo Facebook della deputata umbra del M5S Tiziana Ciprini. Argomento, i terroristi dell’Isis che stanno demolendo tesori artistici di inestimabile valore con mazze e ruspe come a Nimrud o, come nell’ultimo caso, ad Hatra.

La ‘teoria’ E proprio su questo caso Ciprini spiega qual è la sua ‘teoria’: «Psicoterrorismo made in Usa». Un «false flag» secondo la deputata, cioè un indizio falso creato ad arte per allontanare le persone dalla verità: «E’ da un giorno e mezzo – scrive Ciprini – che cerco foto/video del prima e del dopo del rasamento al suolo. Nulla. Per l’industria SPARGIGUERRA americana i cattivi hanno sempre qualcosa di nero (ora la pelle, ora il vestito, ora la bandiera). Dopo i video i cui effetti speciali fanno impallidire l’industria cinematografica di Hollywood, dopo le statue di carton-gesso distrutte, ora i rasamenti al suolo con le RUSPE».

«Rasamenti» Insomma, i «rasamenti», come li chiama Ciprini, sono dei falsi costruiti ad arte dagli Stati Uniti allo scopo di scatenare una nuova guerra. Il tutto mentre l’Unesco, non il temutissimo Bilderberg, parla di crimini di guerra. La deputata pentastellata quindi non si fa abbindolare facilmente dall’industria cinematografica a stelle e strisce e alimenta la macchina del complottismo che intasa le bacheche dei social network. Che non ci siano foto o video del «rasamento al suolo» di Hatra dipende dal fatto che la notizia, poi confermata dal ministero iracheno per il Turismo, è arrivata in un primo momento attraverso il Partito democratico curdo e non attraverso il ‘solito’ video. E comunque il solo fatto che non ci siano foto o video non basta per pensare che tutto sia frutto della propaganda made in Usa, che in teoria sarebbe stata più efficace se avesse diffuso qualche tipo di documento.

Twitter @DanieleBovi