di Mario Mariano
Il vecchio detto Chi dorme non prende pesci ora va aggiornato: Chi non dorme rischia di provocare danni alla propria salute e a quella del partner. Si può arrivare a situazioni paradossali ma non troppo. «Sempre più spesso capita che in attesa del ‘verde’ si è costretti a suonare il clacson ad un automobilista che ha avuto urgenza di schiacciare un sonnellino», spiega il professor Fabrizio Longari, direttore della clinica di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Foligno. Ma non è il solo campanello d’allarme: «Irritabilità e scarsa performance sul lavoro solo elementi da non sottovalutare sotto il profilo della salute e del costo sociale».
In Umbria le apnee notturne ed i disturbi respiratori del sonno hanno la stessa incidenza del fenomeno a livello nazionale, ne soffre il 6 per cento della popolazione, senza limiti di età. Si calcola che sono 50 mila gli umbri che vivono notti agitate, tra russamenti e frammentazioni del sonno o risvegli improvvisi con senso di soffocamento. Il rapporto tra i due sessi è di 2-1 in favore del sesso femminile e, di solito, come riferiscono i professionisti che si occupano a vario titolo delle patologie del sonno, è la partner che accompagna negli ambulatori specializzati chi ne soffre per diagnosi e terapie, che, solo nei casi più ostinati richiedono l’intervento chirurgico.
Professore, quali sono gli elementi da valutare per arrivare alla diagnosi e a porre rimedio ad un comportamento fastidioso come il russamento?
«La premessa è che il fenomeno molto spesso viene sottovalutato. Quel 6 per cento si riferisce a chi ha trovato il coraggio di andare dal medico, ma è certo che, seppure in forma lieve, comprendendo ovviamente anche i bambini, la percentuale si attesta sul 17 per cento. La prima diagnosi viene fatta dal partner anche se spesso assistiamo ad un balletto di accuse nella coppia, perché capita anche che entrambi abbiano gli stessi disturbi, seppure in maniera diversa».
Quali sono le cause più frequenti del fastidioso ronzio?
«Diverse. E spesso non è una sola: deviazione del setto nasale, ipertrofia delle adenoidi nei bambini e ispessimento delle pareti della faringe sono tra le più frequenti. In ogni caso il complesso meccanismo fisiopatologico è influenzato da scorretti stili di vita, obesità, abuso di alcool e stress sono fattori aggiunti e scatenanti delle apnee notturne».
I rimedi della nonna, come latte o camomilla, oppure tranquillanti, possono arginare il problema?
«Ho i miei dubbi sulle soluzioni fai da te. In ogni caso sedativi e sonniferi sono ostativi per la soluzione dei problemi, anzi, lo aggravano, perché provocano un rilassamento dei muscoli del cavo faringeo che favorisce le apnee. Piuttosto é utile far cambiare posizione al partner che russa. Per ricevere una diagnosi meno approssimativa di quella del partner che protesta, testimone direttamente coinvolto, è necessario ricorrere alla polisonnografia, una registrazione durante le notte dei parametri cardio respiratori, necessaria a definire le gradazioni delle apnee».
Come si risolve il problema?
«Con la chirurgia, ma solo dopo che il soggetto, se obeso, si è sottoposto ad una importante riduzione di peso. Le alternativa sono ventilatoria o una protesi da applicare al cavo orale».
I consigli più immediati?
«È necessario procedere ad un cambiamento dello stile di vita. Pasti più leggeri, abolizione di fumo e diminuzione di alcol sono fondamentali. Infine c’è una soluzione meno drastica, che nei paesi anglosassoni viene adottata da tempo e che anche in Italia sta prendendo quota, quella di dormire in camere separate. Ma è lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia».
