di Chiara Fabrizi

Per la ricostruzione pubblica è partito poco più di un cantiere su dieci, mentre sono oltre 3 mila i progetti di ricostruzione privata ancora attesi a fronte di quasi 4.500 richieste di contributo già presentate. I dati sono contenuti nel rapporto di aggiornamento sul maxi cantiere del Centro Italia colpito dal terremoto del 2016 e presentato martedì mattina a Roma dal commissario Guido Castelli, dalla sottosegretaria Lucia Albano e dalla presidente Donatella Tesei.

Ricostruzione pubblica Tra le 62 pagine di cui si compone il documento va segnalata la persistenza di una criticità cronica, ovvero la lentezza della ricostruzione pubblica. In Umbria, questo emerge dal focus, sono attesi 461 cantieri per 640 milioni destinati al ripristino di scuole, ospedali, musei e caserme, ma al momento risultano aperti soltanto 38 cantieri, più 12 che invece sono già stati eseguiti e altri tre anche collaudati. In pratica è partito poco più di un intervento su dieci.

Ingorgo in fase progettazione La gran parte della ricostruzione pubblica dell’Umbria resta incagliata nella progettazione, perché per 161 opere è stato assegnato l’incarico ai tecnici per definire gli interventi, mentre in 114 casi l’iter non è neppure iniziato. L’ingorgo, inoltre, non sembra destinato a sbloccarsi nel giro di pochi mesi, perché, sempre il report di aggiornamento, segnala che i progetti esecutivi approvati sono appena 18, mentre le gare avviate per aggiudicare i lavori appena 14.

Ricostruzione privata Buono, invece, il ritmo di avanzamento della ricostruzione privata, soprattutto leggera: per case e aziende in Umbria vengono segnalati 4.456 progetti presentati di cui 2.761 approvati con relativa concessione del contributo, che complessivamente ammonta a 736 milioni, anche se l’importo effettivamente liquidato fin qui è poco meno della metà. I cantieri autorizzati in Umbria sono 2.667 di cui conclusi 1.445.

Mancano 3 mila progetti Tuttavia, è lo stesso commissario Castelli a segnalare che nel cratere sono ancora attesi 21 mila progetti, di cui più di 3 mila in Umbria, precisamente 1.335 a Norcia, 417 a Spoleto, 262 a Cascia, 188 a Preci, 178 a Foligno, 127 a Montefalco e altre. Le criticità per Castelli sono riconducibili «al tema della concentrazione di attività per i professionisti, in secondo luogo – ha detto – c’è stato un problema di carenza d’imprese e maestranze e, infine, per l’elevata concorrenza abbiamo i primi casi di gare deserte».

Albano A dire che «la ricostruzione pubblica è fondamentale in questi territori» è stata la sottosegretaria al ministero dell’Economia e delle Finanze, Albano, secondo cui «la riqualificazione in chiave eco sostenibile serve anche ad assicurare la presenza di servizi strategici a questi territori, garantendone la possibilità del ripopolamento». La rappresentante del Governo ha poi voluto evidenziare «l’importanza di connettere questi territori non solo da un punto di vista fisico ma anche digitale ed è pure su questo – ha concluso – che stiamo investendo».

Tesei pressa per la Tre Valli Infine, la presidente Tesei è tornata ad alzare il pressing per il completamento della statale Tre Valli, un’opera su cui è atteso l’avvio di un cantiere da 100 milioni per il tratto Baiano-Firenzuola, ma per il quale servono oltre 500 milioni per il tratto finale, quello segnato dalla galleria di Acquasparta. «La Tre Valli con il tunnel sblocca un tema rilevante per l’intero Centro Italia sia sul fronte del ripopolamento che su quello dello sviluppo economico. Mi auguro – ha concluso – che il Governo sia sensibile a questo tema e metta in campo le risorse necessarie».

@chilodice

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.