di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi
«Intanto la buona notizia sulla E45 è lo stanziamento di 1,5 miliardi per il rifacimento dell’asfalto e la messa in sicurezza di tutto il tracciato». Così il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, risponde ai giornalisti che lo hanno atteso di fronte a Palazzo Spada, dove mercoledì pomeriggio è andato in scena un incontro istituzionale con i vertici della Regione, presente la presidente Catiuscia Marini e il vice Fabio Paparelli, a cui ha fatto seguito un’iniziativa sulle riforme costituzionali per il sì al referendum. Al tavolo anche il sottosegretario alla Funzione pubblica Angelo Rughetti, l’assessore regionale ai lavori pubblici Giuseppe Chianella e quello Stefano Bucari che ha fatto gli onori di casa.
Le novità Tanti i temi affrontati e le novità emerse il miliardo e mezzo stanziato dal governo per l’ammodernamento della E45, mentre il ministro ha glissato sulla trasformazione in autostrada dell’arteria viaria; il rilancio della linea Fcu grazie all’accordo con Rfi e l’introduzione in Umbria, tra le prime sette regioni italiane, della sperimentazione dello Spid, il sistema pubblico di identità digitale, ossia un pin unico per cittadini e imprese.
Summit a Terni: fotogallery
Delrio arriva a Palazzo Spada: video
Delrio a Terni: dalla E45 alla Quadrilatero Brevi battute prima di accomodarsi al tavolo e discutere della Quadrilatero e della Orte-Civitavecchia: «Nel primo caso – sono state le parole del ministro – i cantieri sono in stato molto avanzato e le prime aperture avverranno a breve, per il corridoio laziale stiamo stringendo con gli enti locali per la definizione dell’ultimo tratto, quello verso Tarquinia». Come già affermato dalla governatrice Marini il timing per la Perugia-Ancona prevede l’apertura del tratto umbro entro giugno, mentre sull’asse Foligno-Civitanova entro febbraio si concluderanno le verifiche tecniche, dopodiché si dovrebbe essere in condizione di prevedere l’apertura.
La conferenza Un breve incontro preliminare ‘a porte chiuse’ nella sala di maggioranza del sindaco Di Girolamo (assente per altri impegni, come ha sostenuto Bucari, ndr), poi la conferenza con i giornalisti per fare il punto della situazione. «E’ un onore avere qui con noi il ministro Delrio – ha spiegato Bucari in apertura – ed è importante perché anche Terni ha bisogno di operazioni concrete e di cantieri realizzabili in un momento delicato come del resto in tutta Italia».
Programma credibile «Grazie alla positiva collaborazione della Regione – ha spiegato Delrio – che ha individuato con chiarezza le sue priorità, potremo presto arrivare alla firma di una intesa generale che consentirà di realizzare interventi utili e cantierabili. Dunque un programma credibile e non i soliti progetti che rimangono sulla carta. Il Governo ha messo a disposizione adeguate risorse per ciò che riguarda la rete ferroviaria e soprattutto per la valorizzazione delle reti secondarie perché vogliamo potenziare il trasporto pubblico ferroviario locale».
Positiva collaborazione La governatrice Marini su questo punto ha sottolineato «la positiva collaborazione con il Governo, e con il ministero delle Infrastrutture in particolare, ha permesso di definire le priorità degli interventi. Abbiamo anche apprezzato le decisioni sulla E45 e sulla sua messa in sicurezza. Questo è un asse strategico e fondamentale per la mobilità interna dell’Umbria e per il collegamento tra i due capoluoghi». Il ministro ha, invece, glissato
Rfi e Fcu Poi Delrio è entrato nelle specifico spiegando la novità che riguarda il futuro di Fcu, che sarà ‘inglobata’ da Rfi sulle infrastrutture. «Il governo ha messo a disposizione adeguate risorse per ciò che riguarda la rete ferroviaria e soprattutto per la valorizzazione delle reti secondarie perché vogliamo potenziare il trasporto pubblico ferroviario locale. In questa direzione è particolarmente importante l’accordo definito con Rfi per la concessione della rete infrastrutturale della Ferrovia centrale umbra. Questo servirà a mettere in sicurezza questa fondamentale ferrovia regionale, potenziarla e consentirle di svolgere una funzione centrale per il trasporto locale nonché collegarsi con il sistema ferroviario nazionale. Si tratta di un accordo che apre una strada significativa che altri in Italia dovrebbero seguire».
Orte-Civitavecchia e piastra logistica Per quanto riguarda invece la parte delle infrastrutture stradali Del Rio ha ribadito «l’impegno del governo anche per il completamento della Orte-Civitavecchia che consentirà all’Umbria di definire una connessione diretta con il porto di Civitavecchia». Riconfermata da parte del ministro anche la centralità del collegamento della piastra logistica di Terni con il sistema ferroviario.
Spid e infrastrutture digitali In Umbria poi presto sarà attivato lo Spid, sistema pubblico di identità digitale. Si tratta di un unico Pin che consentirà a cittadini ed imprese di accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione. Ad annunciarlo il sottosegretario Rughetti. «L’Umbria sarà nel gruppo ristretto delle prime sette Regioni italiane che sperimenteranno questo nuovo servizio». Il vicepresidente della Giunta Paparelli poi ha sottolineato come l’Umbria abbia effettuato «in questi anni importanti investimenti per le infrastrutture digitali e già nel prossimo mese di marzo la fibra ottica di uno dei tre assi del sistema digitale umbro sarà accesa. Spero che successivamente potremo attivare anche le altre dorsali che riguardano la nostra Regione. E’ nostra intenzione arrivare molto velocemente a rendere disponibile in tutta la Regione, anche nella aree marginali, la connessione internet veloce».
Referendum costituzionale: nasce Umbria per il sì Dopo l’incontro il ministro Delrio, la governatrice Marini e Fabio Paparelli, insieme al sottosegretario Rughetti, a Carlo Emanuele Trappolino e al docente Luca Castelli, si sono spostati nella sala consigliare di Palazzo Spada per la presentazione del comitato ‘Umbria per il sì’, in vista del referendum sulla revisione della seconda parte della costituzione. Subito concordato un appello per il ‘sì’: Il referendum dell’autunno 2016 è uno snodo decisivo per confermare la riforma costituzionale e chiudere la lunga transizione istituzionale che da più di vent’anni si è aperta nel nostro Paese. La riforma pone le basi per la costruzione di uno Stato più semplice, più efficiente, meno costoso. Realizza un modello di regionalismo cooperativo che responsabilizza le Regioni, chiamandole a compartecipare all’elaborazione della legislazione nazionale. Attribuisce alla sola Camera dei deputati il potere di dare la fiducia al Governo. Riduce il numero dei parlamentari e i costi della politica nazionale e regionale. Accelera il procedimento di formazione della legge. Se vincesse il no rimarremmo inchiodati alle disfunzioni del sistema: due Camere che fanno le stesse cose. La doppia fiducia al Governo che ne favorisce la instabilità. Lentezza e farraginosità nell’approvazione delle leggi. Abuso della decretazione d’urgenza. Esasperata conflittualità tra Stato e Regioni. Si dovrebbe ricominciare ancora una volta tutto daccapo. Dopo decenni di riflessioni e di tentativi andati a vuoto è giunto il momento di decidere. E come in tutti i passaggi fondamentali della vita delle nostre istituzioni – dai referendum elettorali del 1991 e 1993 a quelli costituzionali del 2001 e del 2006 – anche stavolta la decisione è in mano ai cittadini. Che con il loro SI possono chiudere la transizione e trasformare finalmente l’Italia in una moderna democrazia europea». L’appello ha già i primi 50 sottoscrittori, tra questi Luca Castelli, Roberto Romani, Fabio Paparelli, Stefano Lupi, Monica Torchio, Antonio Bartolini, Alberto Naticchioni, Andrea Cavicchioli.
Twitter @tulhaidetto e @chilodice

Le infrastrututre sono troppo importanti. Ma il governo italiano spende spiccioli in confronto agli Usa. Mai sentito parlare del “fast act”? http://www.salini-impregilo.com/static/upload/mes/messaggero-17-febbraio.pdf